Silvio Berlusconi condannato a 4 anni. “Ero certo di essere assolto, è una condanna politica”

Silvio Berlusconi (getty images)

 

 

SILVIO BERLUSCONI CONDANNATO – Dopo l’annuncio del suo ritiro dalla candidatura a premier e l’annuncio delle primarie del Pdl per il prossimo 16 dicembre, sembra non esserci pace per l’ex premier Silvio Berlusconi, condannato a 4 anni di reclusione per frode fiscale a conclusione del processo per l’acquisizione dei diritti tv di Mediaset. Dei quattro anni inflitti, tre sono stati condonati per indulto (ossia per gli effetti della legge sul condono del 2006). “I diritti erano oggetto di passaggi di mano – si legge nelle motivazioni della sentenza – e di maggiorazioni ingiustificate. Passaggi privi di funzione commerciale. Servivano solo a far lievitare il prezzo”. Il Cavaliere “gestiva il sistema anche dopo la discesa in campo” politica. Il giudice ha poi disposto un risarcimento dei danni all’Agenzia delle Entrate di 10 milioni di euro. L’ex premier, infine, è stato anche condannato all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, e tre anni di interdizione dagli uffici direttivi delle imprese: provvedimento che non è immediatamente esecutivo, essendo la sentenza di primo grado. La pena inflitta a Berlusconi è più dura di quella proposta nella requistoria dalla pubblica accusa, che aveva chiesto 3 anni e 8 mesi di carcere. Oltre a Berlusconi sono tre gli altri imputati condannati: il produttore statunitense Frank Agrama a 3 anni (integralmente condonati per l’indulto) e gli ex manager Daniele Lorenzano Gabriella Galetto, rispettivamente a 3 anni e otto mesi e a un anno e due mesi. Assolto invece il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri.

La sentenza è giunta come fulmine a ciel’ sereno in casa Berlusconi: “Ero certo di essere assolto da una accusa totalmente fuori dalla realtà – ha dichiarato l’ex premier a Studio Aperto -. E’ una condanna politica incredibile e intollerabile. Non si può andare avanti così. E’ la conferma di un vero e proprio accanimento giudiziario, l’uso della giustizia a fini politici. So che certamente non si può andare avanti così. Si deve fare qualcosa”. Con certi giudici “un Paese diventa incivile, barbaro, invivibile e cessa di essere una democrazia, dispiace ma è così – ha proseguito Berlusconi -. Per me non c’è “nessuna connessione” con il passo indietro e la scelta delle primarie per il Pdl. ”Io e i miei avvocati ritenevamo impossibile una condanna in questo processo”.

In pratica secondo la ricostruzione della Procura, il sistema organizzato da Fininvest negli anni Novanta per acquisire i diritti dei film americani era finalizzato a frodare il fisco. Comprando i diritti non dalle major ma da una serie di intermediari e sottointermediari era possibile gonfiarne il prezzo così da poter aumentare le voci passive dei propri bilanci, con risparmi notevoli da un punto di vista dell’imposizione fiscale, riuscendo al tempo stesso a produrre fondi neri. Secondo il pm Flavio De Pasquale, Fininvest avrebbe creato fondi neri con un valore che supererebbe i 270 milioni di euro. Soldi sottratti al fisco e agli altri azionisti della società, a solo beneficio di Berlusconi.

Per il momento la difesa dell’ex premier ha preferito non commentare il verdetto: “Non rilascio dichiarazioni, prima voglio leggere le motivazioni”, ha detto l’avvocato Niccolò Ghedini uscendo dall’aula del processo. Anche l’altro legale Piero Longo ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

 

 

Redazione

 

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