Fiat Pomigliano: le critiche spaventano il Lingotto, nessuna urgenza sui 19 operai in mobilità

Sergio Marchionne (getty images)

 

 

FIAT POMIGLIANO – Le polemiche sul caso Fiat di Pomigliano, e dei 19 operai messi in mobilità per fare spazio ai ‘colleghi’ reintegrati dal tribunale, non accenna a spegnersi. Dopo le critiche giunte dai ministri Fornero e Passera, ma non solo, il Lingotto spiega che per consentire ai soggetti preposti e alle organizzazioni sindacali di esaminarne le motivazioni, “la procedura di mobilità ha un iter e dei tempi tecnici prestabiliti”. “Nessuna iniziativa – prosegue – può essere avviata prima della conclusione della procedura, ovvero come minimo 45 giorni dall’avvio, e cioé dal 31 ottobre scorso”. Fiat ricorda inoltre che “i 19 ricorrenti sono titolari di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con Fiat Group Automobiles, che non si è mai interrotto, e attualmente fruiscono come altri più di 1.000 dipendenti del comprensorio di trattamento di cassa integrazione, oggetto di specifico accordo sindacale firmato il 6 luglio 2011”.

“Il rientro al lavoro degli oltre 1.000 dipendenti attualmente in cassa integrazione di Fabbrica Italia Pomigliano con passaggio alla newco – sottolinea Fiat – “é unicamente condizionato dalla domanda del mercato dell’auto italiano ed europeo, attualmente molto al di sotto delle previsioni”.

 

Nella giornata di ieri dure parole sono giunte anche da parte del leader del Pd, Pier Luigi Bersani, durante una conferenza stampa a Milano con Peer Steinbruck, candidato per l’Spd alla cancelleria tedesca: “Posso solo dire che è stato un gesto, quello di Fiat, non accettabile, che contiene un messaggio che non fa bene al paese persino sul piano morale”. Per il segretario democratico, infatti, “se viene riconosciuto che c’é un errore o una colpa, l’errore di un’ azienda non può essere immediatamente scaricato su altri lavoratori che hanno bisogno di mantenere una famiglia”. Del resto Bersani si è detto convinto che “discutendo tutti insieme, una soluzione la si sarebbe trovata, magari con gesti che segnalino un direzione di marcia nel segno della solidarietà e non dello scontro”.

 

Redazione

 

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