Spending Review: la protesta delle province. Stop riscaldamento e manutenzione a scuola

Banchi scuola

PROVINCE PROTESTANO CONTRO IL GOVERNO – Non ci stanno le amministrazioni provinciali italiane che, con i provvedimenti contenuti all’interno della Spending Review, si sono viste diminuire in maniera consistente il budget disponibile per spese e servizi. Oltre alla cancellazione di un consistente numero di province, i fondi che il governo centrale stanzia per l’amministrazione locale sono stati ridotti drasticamente e, a sentire i presidenti, non sarebbero più sostenibili neanche alcune delle spese basilari.

A questo proposito, Antonio Saitta, a capo dell’Upi (Unione province italiane), ha oggi rilasciato alcune dichiarazioni all’Ansa con le quali ha fatto sapere c la sua organizzazione ha deciso di mettere in piedi una sorta di sciopero con il quale le amministrazioni intendono denunciare all’esecutivo lo stato di indigenza al quale sono state costrette. La protesta organizzata dall’Upi consisterà nel taglio di alcuni servizi fondamentali all’interno del mondo della scuola, sfera da sempre di competenza delle provincie. Le amministrazioni, secondo quanto detto da Saitta, eviteranno di accendere il riscaldamento all’interno degli istituti scolastici e, in alcuni casi, aumenteranno il monte ore di vacanza per gli studenti, in modo da risparmiare.

Si andrà a toccare così uno degli ambiti più importanti dei servizi offerti alla cittadinanza, quello dell’educazione e della formazione. L’intento è quello di sensibilizzare, oltre al governo, gli utenti delle scuole. Come ha detto Saitta: “Il governo è ingrato e decisioni come queste debbono essere ben spiegate agli studenti e ai loro genitori”.

Sempre l’Upi ha annunciato che, se la situazione non dovesse migliorare, le amministrazioni sono pronte anche a bloccare la manutenzione e la messa a norma degli edifici che ospitano gli istituti, grande cruccio per il nostro paese. “Bisogna spiegare soprattutto che il governo non ha il coraggio di fare una spending review su se stesso e che, tra l’altro, siamo pronti anche ad interrompere i lavori di manutenzione nelle scuole. E quando qualche procuratore della Repubblica, come accade nella provincia di Torino con il bravo Guariniello, ci dirà che i lavori debbono essere terminati, noi opporremo un netto rifiuto, visto che le risorse non ci sono più”.

 

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