Fornero sul futuro dei giovani e la famiglia

Elsa Fornero (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

FORNERO SU FAMIGLIA E LAVORO – Dopo le contestazioni subite ieri a Napoli, dove insieme al ministro Profumo era giunta per presenziare ad un tavolo italo-tedesco sull’apprendistato, il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha oggi rilasciato un’intervista al settimanale Famiglia Cristiana, intervista con la quale si è focalizzata sulle questioni cardine del proprio operato e sulle tematiche che più interessano la sua competenza. Giovani e lavoro, debito, esodati e pensioni, sono stati gli argomenti al centro del dibattito con l’intervistatore della testata cattolica.

Riguardo al problema della disoccupazione giovanile e al ruolo giocato dalla famiglia nel mantenimento dei figli disoccupati, la Fornero ha detto: “”Io ci credo nella famiglia, non soltanto sul piano personale, ma anche come fondamento per la società. Il futuro dei giovani dipende dai valori, dalle cure e dalle attenzioni che ricevono in famiglia. Abbiamo sempre cercato, forse in maniera inadeguata rispetto alla difficoltà che vivono le famiglie, di dare un’impronta familiare ai nostri provvedimenti. Anche nell’Imu abbiamo tenuto presente il numero dei figli. Ma il problema e’ la mancanza di risorse. La coperta e’ troppo corta”.

Non è mancata da parte del giornalista di Famiglia Cristiana una domanda sulle dichiarazioni rilasciate dalla Fornero settimane con le quali venivano definiti “choosy” (selettivi, schizzinosi), i giovani italiani in cerca di occupazione. A riguardo il ministro ha specificato oggi: “Nel mio intervento ho fatto riferimento a quello che dicevo, da professore, ai miei studenti, ossia di non essere troppo esigenti con il primo lavoro. Ma ho anche aggiunto che semmai i giovani sono stati choosy, oggi non lo possono più essere, dato che hanno a disposizione soltanto lavori precari. La traduzione di choosy in ”schizzinosi” non e’ del tutto corretta. Ma quel che e’ peggio e’ che e’ stata estrapolata da un contesto nel quale avevo parlato per circa mezz’ora di precariato e di quanto la riforma ha fatto per ostacolarlo”.

 

Redazione online