Madrid: i medici in protesta annunciano uno sciopero per fine mese

Mercoledì 9 novembre, nel Collegio di Medici di Madrid si è svolta una riunione convocata dall’Associazione di Facoltativi Specialisti di Madrid (AFEM), un’entità creata recentemente senza sindacati né partiti politici. Durante l’incontro i medici sono stati chiamati a votare per stabilire le misure da adottare contro quello che è stato definito “lo smantellamento della sanità pubblica” seguito alle nuove decisioni del Governo regionale.

Secondo quanto riportato dall’AFEM, i medici avrebbero deciso all’unanimità di convocare uno sciopero per la fine del mese di novembre. In una nota divulgata dall’associazione stessa, si dichiara che: “Le misure annunciate dal Governo regionale smantellano la sanità pubblica madrilena e avranno ripercussioni dirette sull’attenzione sanitaria riservata a circa 1.3 milioni di cittadini e sulla situazione lavorativa di 8.000 professionisti”. Il presidente dell’AFEM ha inoltre affermato: “La situazione è talmente drammatica che, o facciamo qualcosa, o entro pochi anni non avremo una sanità pubblica per i nostri figli.

La situazione è estremamente grave, soprattutto perché dietro tutto ciò ci sono interessi economici che vanno al di là della diminuzione delle spese”. Le misure oggetto di contestazione sono quelle presenti nel “Piano di garanzie per la sostenibilità del sistema sanitario pubblico”, presentato dal consigliere della Sanità di Madrid Javier Fernández Lasquetty. Tra i tanti provvedimenti quello che prevede la privatizzazione totale dei sei ospedali della rete pubblica, la gestione esterna del 10% dei centri di salute della regione e la trasformazione dell’ospedale de La Princesa in un centro specializzato in patologie degli over 75.

Queste misure, secondo l’associazione, mancherebbero di fondamento tecnico, risultando assurde ed ingiuste, perché stabilite senza consultare i professionisti del settore e i cittadini coinvolti. L’AFEM ha spiegato in un comunicato che: “L’evidenza scientifica internazionale dimostra che la privatizzazione della sanità moltiplica le spese e peggiora i risultati della salute.

Alcuni provvedimenti, come l’introduzione del pagamento di un euro per ogni ricetta, colpiranno i più vulnerabili, come gli anziani, i malati cronici o le persone con scarse risorse economiche”. Il Collegio dei Medici, di cui fanno parte 40.000 persone, si dimostra preoccupato per le ripercussioni che tali scelte potrebbero avere sul futuro dei medici ed esige che venga garantita la qualità dell’insegnamento negli ospedali che passeranno ad una gestione privata.

Sveva Valenti