Fiducia dei consumatori mai così giù dal 1996 a oggi

L’indice Istat che rileva la fiducia dei consumatori è passato nel mese di novembre da 86,2 punti a 84,8 punti. Si tratta, in assoluto, del minimo storico rivelato per questo dato, a partire dalla sua introduzione nel gennaio 1996.

In diminuzione sia la componente riferita al clima economico generale, sia quella personale. Cala anche l’indicatore riferito alla situazione futura. Aumentano l’indicatore del clima corrente, quello sulla disoccupazione e il giudizio sulla situazione economica dell’Italia. Peggiorano le aspettative future.

Le opportunità attuali di risparmio e le possibilità future segnano un miglioramento. In generale, l’indicatore segna un lieve miglioramento nel Meridione d’Italia, ma è in calo un po’ ovunque.
Sui dati Istat, interviene la Confesercenti, che in una nota scrive: “E’ una prospettiva difficile, soprattutto alla fine di un anno di decisa contrazione dei consumi. Il Governo e il Parlamento non possono ignorare che l’opinione delle famiglie sulle proprie possibilità è improntata ad un grave pessimismo: il sentimento scende soprattutto nel passaggio dal clima corrente a quello futuro, con 15 punti percentuali di differenza”.

Per l’associazione, che rappresenta le piccole e medie imprese in ambito commerciale e turistico, bisogna “restituire subito fiducia ai consumatori, anche attraverso interventi che diano un segnale preciso: innanzitutto con un taglio vero e coraggioso sulla spesa improduttiva dello Stato, che sia più incisivo di quanto fatto finora”.

Redazione Online