Silvio Berlusconi ordina l’astensione in Parlamento. Ma il Pdl si sfalda: Cazzola-Frattini-Malgieri-Mantovano si dissociano

Franco Frattini (Getty Images)

 

 

All’indomani della mossa a sorpresa del Pdl di non votare la fiducia al governo sul decreto Sviluppo e sul dl salva costi e dell’annuncio del ritorno di Silvio Berlusconi a leader del centrodestra, nel partito sono in molti ad appoggiare la nuova linea del Cavaliere, ma non tutti. Franco Frattini, Gennaro Malgieri, Giuliano Cazzola e Alfredo Mantovano hanno deciso di votare la fiducia contro le direttive dell’ex premier.

“Quando ho sentito che Berlusconi si sarebbe ricandidato su una linea politica d’opposizione a questo governo – ha detto il deputato Pdl Giuliano Cazzola in un’intervista a ‘Il Mattino’ -, ho deciso che avrei votato la fiducia. Monti ha il diritto di andare avanti fino a fine legislatura”. Ed ha svelato di aver ricevuto un sms giunto dal vertice di partito: “Con un sms ci hanno detto di astenerci. Una caserma. Sono tutti lì a scondinzolare: Silvio, che bravo!”.

L’ex ministro Franco Frattini ha motivato la sua coraggiosa scelta in nome di ideali europeisti: “Dodici anni di esperienza parlamentare ed è la prima volta che dissento dal gruppo a cui appartengo. L’Interesse del Paese deve essere anteposto a quello del partito. Ideali e valori ci impongono di sostenere il governo Monti. Non mi sento oggi di cambiare idea – ha aggiunto Frattini -. Come ho sempre rispettato i colleghi del Pdl che molte volte hanno votato la fiducia, stavolta lo faccio io in nome di una visione europea e europeista”.

Gennaro Malgieri ha invece motivato la sua scelta sulle colonne del quotidiano ‘Il Tempo’, sottolineando di essere dispiaciuto di aver votato controcorrente al partito, ma innalzando questioni di coerenza con quanto decisono negli ultimi mesi: “Un impegno assunto di fronte al Paese non può essere messo in discussione per ricavarne una dubbia utilità da giocare su altri piani al fine di guadagnare ancor più dubbi vantaggi nella competizione con gli avversari e, talvolta, nella complessa partita istituzionale”. E sul ritorno di Berlusconi a leader del centrodestra ha affermato senza mezzi termini il suo parere negativo: “La ridiscesa in campo di Berlusconi, nel momento in cui tutti si attendevano un vero e proprio rinnovamento del centrodestra, ha gettato scompiglio nelle file del Pdl ed ha quasi paralizzato le energie migliori e più dinamiche che avevano assecondato il processo avviato proprio dal Cavaliere nel luglio dello scorso anno quando indicò in Alfano sostanzialmente il suo successore”.

L’ex sottosegretario Alfredo Mantovano si è detto fedele alla maggioranza che appoggia il governo Monti, pur non condividendo tutte le decisoni prese dai tecnici: “Ma su questo provvedimento che taglia i costi della politica e introduce controlli più stringenti, arricchito e migliorato con i nostri emendamenti – ha detto all’Ansa -, dò un voto a favore su misure a cui appena 20 giorni fa avevo dato il mio voto favorevole. Non vedo perché non farlo oggi”.

 

Redazione

 

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