Coldiretti: “6,2 milioni di italiani sono sotto la soglia di povertà”

Povertà (Getty Images)

COLDIRETTI POVERTA’ – La grave crisi economica che sta attraversando l’Europa ha fatto più volte emergere dati allarmanti circa le condizioni in cui versano le persone. In Grecia abbiamo assistito a varie manifestazioni di protesta in quanto, a causa del crollo della borsa, il denaro che gli ellenici si ritrovavano nelle proprie tasche era letteralmente carta straccia. Stessa cosa, anche se in misura più lieve, è accaduta in Spagna, dove la crisi ha dato vita a singolari modi di esprimere il proprio dissenso tra i quali, tra l’altro, il rafforzamento di quelle correnti separatiste che già da anni spingono verso quella direzione. In Catalogna, addirittura, si è arrivati al voto per ottenere il netto distacco dalla “terra madre”.

L’Italia non è da meno: da un anno a questa parte non si parla d’altro che di quello spauracchio chiamato “spread”, che oscilla verso l’alto e verso il basso e, con lui, anche gli spiragli di luce per le persone. Secondo uno studio della Coldiretti, nello “stivale” è aumentato il numero di persone per le quali è più buio che luce, restando in termini metaforici. In un solo anno è raddoppiato il numero di italiani che non hanno risorse sufficienti per permettersi un pasto completo almeno una volta ogni due giorni. La percentuale è salita dal 6.7% al 12.3%, con picchi che superano il 16% se si parla di pensionati. In termini assoluti, la Coldiretti afferma che sono 6.2 milioni gli italiani che “vanno ben oltre il rischio di povertà e non hanno denaro a sufficienza neanche per alimentarsi adeguatamente”. E, ancora, quasi 4 milioni di italiani hanno ricevuto pasti gratuiti o sono stati beneficiari della distribuzione di derrate alimentari da parte di ONLUS che si occupano di questo settore.

Altri dati che servono a fissare bene il punto della situazione affermano che più di una famiglia su tre dichiara di aver ridotto l’acquisto di generi alimentari rispetto all’anno precedente, ed è salita la percentuale di coloro i quali preferiscono fare spesa nei grandi magazzini. I numeri dicono che va posto rimedio alla situazione nel minor tempo possibile e, come afferma lo stesso presidente della Coldiretti, Sergio Marini: “E’ necessario rompere questa spirale negativa aumentando il reddito disponibile soprattutto nelle fasce più deboli della popolazione”.

Redazione online

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