Essere bambini al sud: tra abbandono scolastico e indigenza economica

 

Bambino (getty images)

L’associazione Save the Children aveva già aperto alla questione con la pubblicazione dell’Atlante 2012, un documento nel quale si rendevano noti i dati emersi dalla ricerca annuale sulla condizione dei minori in Italia. I risultati erano disarmanti e si denunciavano l’alto tasso di dispersione scolastica e la povertà crescente.

Oggi Save the Children, in collaborazione con Fondazione con il Sud, ha presentato un’ulteriore ricerca, focalizzatasi questa volta sulla situazione dell’infanzia nel sud Italia. Il testo, “Fare Comunità Educante: la sfida da vincere”, fa riferimento a quanto emerso dagli studi approfonditi sul Mezzogiorno di Crescere a Sud, l’organizzazione che riunisce StC e la Fondazione in una cooperazione ormai attiva da tempo.

La specificità del sud Italia per quanto riguarda la condizione dei bambini è tutt’altro che positiva: sono in costante e triste aumento le famiglie che oltrepassano la soglia di povertà e, così facendo, non riescono a garantire ai più piccoli un’infanzia dignitosa. Solo tra 2010 e 2011 i nuclei familiari “poveri” sono cresciuti del 2%. Il risultato porta ad una cifra complessiva di 417.000 minori in stato di indigenza.

La situazione non è di certo agevolata poi dalla spesa pubblica che nel Mezzogiorno affianca ed aiuta le famiglie in difficoltà: se in Emilia Romagna e Veneto vengono stanziati pro capite per minore rispettivamente 282 e 262 euro, la media del sud non supera i 61 euro a testa.

Gli stessi dati allarmanti riguardano il tasso di abbandono scolastico, tassi che parlano di almeno 1 ragazzo su 5 che nelle regioni del nostro sud abbandona la scuola precocemente. E per coloro che si sottraggono alle strutture, peraltro molto carenti se confrontate con quelle del nord, molto spesso la strada verso la partecipazione alle attività illecite della criminalità organizzata è diretta.

 

Redazione online