La folla ai funerali di Angelo Vassallo (Photo ANNA MONACO/AFP/Getty Images)

Svolta nell’inchiesta sulla morte del sindaco di Pollica in provincia di Salerno, Angelo Vassallo, ucciso il 5 settembre 2010 in un agguato del quale si sospetta la matrice camorristica, visto il forte impegno per la salvaguardia ambientale e la tutela del territorio del primo cittadino.

Infatti, la Procura di Salerno “sta valutando l’attendibilità delle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia” che ha riferito di aver appreso che a uccidere “il sindaco pescatore”, come veniva soprannominato Angelo Vassallo, sarebbe stato Bruno Humberto Damiani, soprannominato “ò brasiliano”, il cui coinvolgimento nel delitto era già venuto fuori qualche giorno dopo il fatto di sangue, nel settembre 2010. A riferirlo all’Ansa, il procuratore Franco Roberti.

Il collaboratore di giustizia avrebbe riferito che, negli ambienti malavitosi del salernitano, è noto che il delitto sarebbe stato compiuto dal Damiani e sarebbe legato a questioni di inimicizia personale. Bruno Humberto Damiani si troverebbe ora in Sud America dove si sarebbe rifugiato subito dopo il delitto ed è tuttora latitante perché ricercato per altri reati non connessi con la morte del sindaco Vassallo.

L’attenzione degli inquirenti si sposta dunque su una pista vagliata più volte, che riguarderebbe la vendetta da parte di piccoli gruppi criminali contro il tentativo del sindaco di Pollica di contrastare il traffico di stupefacenti nella zona, soprattutto in estate metà di turisti. Secondo alcune ipotesi, infatti, Damiani avrebbe avuto contatti con il mondo della spaccio nei locali della costa.

 

Redazione online