Scandalo sanità pugliese: condannati Sandro Frisullo e Gianpaolo Tarantini

L'imprenditore Gianpaolo Tarantini (Photo A.G./AFP/Getty Images)

L’imprenditore Gianpaolo Tarantini e l’ex vice presidente della giunta regionale pugliese Sandro Frisullo sono stati condannati dal gup di Bari Alessandra Piliego, rispettivamente a 4 anni e tre mesi e 2 anni e otto mesi di carcere nell’ambito del processo sulla sanità pugliese. Assolto invece l’ex primario di Neurochirurgia del Vito Fazzi di Lecce Antonio Montinaro, mentre è scattato il rinvio a giudizio per il fratello di “Gianpi” Claudio Tarantini e l’ex direttore amministrativo della Asl di Lecce Vincenzo Valente.

Tarantini e Frisullo sono stati riconosciuti colpevoli del reato di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta e all’abuso d’ufficio. Per Frisullo la Procura di Bari aveva chiesto la condanna a 6 anni di reclusione, mentre erano stati richiesti 4 anni di reclusione per Tarantini e 2 anni e 8 mesi per Montinaro. Nel suo intervento in aula prima della sentenza, Sandro Frisullo ha difeso il suo operato, affermando di essere vittima di un incubo giudiziario: “Nella mia non breve attività politica ed istituzionale non ho mai preso denaro per favorire qualcuno. Sono sempre stato dall’altra parte della barricata: ho combattuto, da politico e da uomo delle istituzioni, collaborando lealmente con la magistratura e le forze dell’ordine, l’illegalità, la criminalità organizzata, l’affarismo e il mercimonio delle istituzioni. Per questo respingo con tutte le mie forze la raffigurazione deformata che si fa della mia personalità, tratteggiandomi come un delinquente che ha approfittato del suo ruolo pubblico per le proprie convenienze e a fini di arricchimento personale”.

Frisullo ha concluso: “Ho il dovere di difendere la mia fedeltà alle istituzioni e la mia storia personale e politica. Questo è l’unico tesoro che ho accumulato in tutti questi anni: il mio onore politico e la reputazione pubblica”.

 

Redazione online