Madrid: ad inizio 2013 previste giornate di caos per il servizio Metro

I lavoratori della Metro di Madrid hanno stabilito uno sciopero di 24 ore per i giorni 4 e 5 gennaio, segnando l’inizio dell’anno con una protesta di notevole impatto. Grandi i disagi che si prospettano per i viaggiatori, in particolar modo perché la data del 5 precede la festività de Los Reyes Magos, corrispondente alla nostra befana; la corsa ai regali sarà dunque resa difficoltosa dal blocco dei mezzi pubblici. A votare a favore di tale decisione, durante un’ assemblea sindacale, più di 350 lavoratori, mentre i contrari sono stati un centinaio. Il servizio minimo sarà garantito intorno al 35-50%, il che suppone tempi di attesa raddoppiati alle fermate.

Le proteste derivano dalla mancata volontà di negoziazione dimostrata dal Comune di Madrid e si prolungheranno finché non “Si metta per iscritto quando ci restituiranno le paghe extra non elargite”, afferma il portavoce dell’UGT Juan José Castañeda. Per il prossimo 3 gennaio è stata convocata un’assemblea per approvare gli scioperi previsti per i giorni 4 (tra le 6.00 e le 8.00 e tra le 18.00 e le 20.00), 11 (tra le 7.00 e le 9.00 e tra le 19.00 e le 21.00), 17 (tra le 6.00 e le 8.00 e tra le 18.00 e le 20.00) e 23 ( tra le 7.00 e le 9.00 e tra le 19.00 e le 21.00). Le iniziative di protesta sono iniziate dal mese di settembre, quando i lavoratori delle imprese pubbliche manifestarono il loro dissenso contro la rimozione della paga straordinaria, problema che riguarda tutti gli impiegati pubblici spagnoli.

Fatta eccezione per il giorno di Natale, il servizio Metro continuerà senza ulteriori interruzioni fino al 31 dicembre. Il portavoce del Governo regionale, Salvador Victoria, ha messo in evidenza come le giornate di stop del servizio comporteranno una perdita di 5,5 milioni di euro. Nel calcolo si sommano i biglietti e le corse mancate, ma non il denaro che verrà sottratto ai lavoratori scioperanti. Da parte sua Metro qualifica le interruzioni del servizio come “ingiuste, non solidali e irresponsabili”.

Sveva Valenti