La Norvegia e le armi da fuoco

Norvegia (Getty IMages)

NORVEGIA ARMI DA FUOCO – La strage nella scuola elementare a Newtown, nel Connecticut, con la morte di cui 20 bambini; l’assurda sparatoria sui pompieri a Webster, nello stato di New York, costata la vita a due vigili del fuoco: sono gli ultimi episodi ad aver sollevato di nuovo il tema del gran numero di armi da fuoco in circolazione negli Stati Uniti. Caso non isolato, però. Perché anche qui nel Vecchio Continente c’è un intero territorio dove pistole e fucili sono molto diffusi: parliamo del Nord Europa. Tra la prima e l’undicesima posizione nei paesi dove più diffuse sono le armi, troviamo infatti Finlandia, Svezia e Norvegia.

Gunpolicy (un sito internet gestito dall’Università di Sidney) ha elaborato una graduatoria che comprende 179 paesi e che viene stilata in base al numero di armi presenti ogni cento abitanti. La classifica vede gli Stati Uniti al primo posto. Seguono Yemen e Svizzera. Poi arriva il primo paese nordeuropeo, la Finlandia. Svezia e Norvegia occupano rispettivamente il decimo e l’undicesimo posto. La Danimarca è 54esima, subito prima dell’Italia.

In Norvegia, NRK ha dato ampio spazio alla notizia scrivendo come ci siano ufficialmente un milione e trecentomila le armi da fuoco in mano alla popolazione civile. Va ricordato che stiamo parlando di un paese che conta appena cinque milioni di abitanti. Ha scritto NRK che sono poco meno di 500mila le persone in Norvegia che hanno una licenza e dunque posseggono almeno un’arma da fuoco dentro casa. Perché così tante? La caccia, prima di tutto: tanti i cittadini norvegesi che utilizzano soprattutto fucili. E lo stesso vale per la Finlandia e la Svezia. E poi ci sono quelli che hanno la passione per le armi, per il tiro a segno, o che collezionano pistole. Tutto ciò spiega anche il bassissimo numero di persone uccise con armi da fuoco in Norvegia. E difatti il problema della grande diffusione di pistole e fucili non s’era mai posto. Fino al 22 luglio 2011, fino al giorno in cui Anders Behring Breivik, imbracciando armi semiautomatiche, ha fatto strage sull’isola di Utøya. Da allora qualcosa è cambiato. Le richieste arrivano da più parti ma si concentrano su argomenti comuni: più severità nel rilasciare le licenze e un registro dei possessori di determinate armi da fuoco, soprattutto quelle più letali. Il dibattito, per ora, continua.

Antonio Scafati