Rivoluzione civile: le reazioni alla candidatura di Ingroia e la polemica con Grasso

L'ex procuratore di Palermo Antonio Ingroia (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

La discesa in campo e le prime dichiarazioni da candidato leader di Antonio Ingroia, a capo della lista denominata Rivoluzione Civile, ha sollevato una serie di polemiche all’interno del panorama politico della sinistra italiana e non solo..

In particolare, nel momento dell’annuncio della propria candidatura e della presentazione della lista che comprende Movimento Arancione, Italia dei Valori, Federazione della Sinistra, Verdi, Ingroia ha voluto sferrare un attacco contro l’altro magistrato sceso nel campo della politica nelle ultime ore: Piero Grasso. Il delegato dell’Onu e leader di Rivoluzione Civile ha criticato pesantemente la figura del procuratore nazionale antimafia che, a detta di Ingroia, fu nominato da Silvio Berlusconi per sostituire Giancarlo Caselli, magistrato scomodo per i processi avviati che prendevano in considerazione il binomio mafia-politica.

Interessante è anche la polemica avviata da Giuliano Pisapia, attuale sindaco di Milano che, spalleggiato su Twitter anche da Gad Lerner, ha voluto denunciare l’appropriazione, definita “indebita”, del colore e dei simboli della campagna elettorale che hanno portato alla sua elezione nel 2011. Dice Pisapia all’interno di un luno articolo apparso ieri sull’Unità: “Non è per mettere il cappello, né per difendere una primogenitura, che ho deciso di prendere posizione. Ho deciso di farlo perché sono preoccupato per i pericoli che vedo concretizzarsi all’orizzonte: vedere il popolo arancione strattonato da tutte le parti, trasformato in un aspirante piccolo partito”.

Intanto, l’annuncio di una candidatura di alcuni big della politica come Di Pietro, Ferrero, Diliberto e Bonelli, candidature che non sembrano lasciare spazio a un grosso rinnovamento, hanno provocato le ire di “Cambiare si può”, il movimento di Marco Rovelli, Luciano Gallino e Chiara Sasso.

 

Redazione online