Perde figlio in un incidente stradale, gli chiedono 700 euro per ripulire la strada

Un incidente stradale (Getty Images)

Una storia che ha dell’incredibile giunge in queste ore dalla Capitale ed è direttamente collegata alle indagini per abuso di ufficio nei confronti della società Sicurezza&Ambiente.  La società di servizi, che ha un appalto col Comune di Roma per ripulire le strade dopo i sinistri stradali, ha chiesto 725 euro alla signora Alessandra Mezzetti per ripulire il sangue di suo figlio, Valerio Leprini, morto nell’agosto 2009 dopo essersi schiantato in moto su un palo dell’illuminazione pubblica fuorilegge.

La signora Mezzetti ha spiegato che il figlio morì dopo aver sbattuto la testa “su un palo dell’illuminazione pubblica fuorilegge” e che per quella morte atroce sono “imputati per omicidio colposo” tre vigili urbani e un funzionario del X municipio. La donna aveva ricevuto nei giorni immediatamente successivi alla morte del figlio una lettera in cui appunto le veniva richiesto un rimborso circa di settecento euro per ripulire la strada dai residui dell’incidente, quindi dal sangue del ragazzo. In un primo momento, aveva pensato a un macabro scherzo, ma oggi afferma: “A questo punto non mi stupirei se un domani mi dovessero chiedere di risarcire il palo dell’illuminazione pubblica ammaccato dalla testa di mio figlio”.

La società di servizi “Sicurezza&Ambiente” è al centro di un’inchiesta per essersi assicurata un giro d’affari di circa cinquanta milioni di euro in soli cinque anni, da quando cioè ha ottenuto l’assegnazione dell’incarico dal comune peraltro senza alcun bando di gara. Al centro dell’attenzione, soprattutto diverse sponsorizzazioni della società in eventi legati all’attività della polizia municipale.

 

Redazione online