Adozioni gay: la Chiesa sconcertata dalla sentenza della Cassazione

Una coppia omosessuale in Spagna (getty images)

La Chiesa ha mostrato tutto il suo disappunto sulla decisione della Cassazione di aprire alla possibilità che un figlio possa essere cresciuto da una coppia omosessuale. La Prima sezione civile, infatti, ha confermato l’affidamento di un bambino alla madre, la quale aveva deciso di convivere con un’altra donna dopo la fine del precedente matrimonio con un uomo islamico. Secondo la sentenza numero 601 della Cassazione: “non sono poste certezze scientifiche o dati di esperienza, bensì il mero pregiudizio che sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale”. Sentenza che ha creato sconcerto nella Chiesa, la quale ha deciso di pronunciarsi sulla questione tramite il quotidiano “Avvenire”, di proprietà della Cei: “Per esperienza comune di ogni essere umano, la nascita di un bambino scaturisce dall’unione tra un uomo e una donna, comporta la cura e l’allevamento da parte dei genitori. Il punto più sconvolgente della pronuncia – si legge su Avvenire -, quando considera il bambino come soggetto manipolabile, attraverso sperimentazioni che sono fuori dalla realtà naturale, biologica e psichica, umana e che non si sa bene quanto dovrebbe durare”. La sentenza, conclude “Avvenire”: “lascia stupefatti quando cancella tutto ciò che l’esperienza umana, e con essa le scienze psicologiche, ha elaborato e accumulato in materia di formazione del bambino”.

Sulla questione è intervenuto anche l’Osservatorio dei diritti dei Minori, che ha definito la 601 come una “sentenza shock”, aggiungendo che “non si capisce di cosa parli la Cassazione quando afferma che non esistono certificazioni scientifiche attestanti l’inidoneità dei gay ad adottare. D’altro canto non è la prima volta che la Suprema Corte stupisce con sentenze scioccanti, come alcune relative alla violenza sulle donne”, ha scritto in una nota il presidente dell’Osservatorio, Antonio Marziale, che è anche consulente della Commissione parlamentare per l’Infanzia.

Redazione

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