Costa Concordia: salgono i costi per la rimozione della nave, 400 milioni di dollari

Il relitto della Costa Concordia (Getty Images)

COSTO RIMOZIONE COSTA CONCORDIA – In aumento i costi per la rimozione della Costa Concordia. Rispetto a quanto preventivato inizialmente e cioè 300 milioni di dollari, il costo per la rimozione della nave da crociera è stato aumentato di altri 100 milioni. A renderlo noto è stata la stessa Costa durante l’incontro al Giglio con i giornalisti, sottolineando che il termine ultimo per l’operazione è fissato per la fine dell’estate 2013. In ogni caso, ha continuato la compagnia, sarebbe “fuorviante e poco attendibile determinare una data esatta”.

In questo momento il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, giunto all’Isola del Giglio, sta parlando con i cittadini in occasione del naufragio della Costa Concordia. L’incontro ha dato inizio alla due giorni di celebrazioni in ricordo delle 32 vittime del naufragio avvenuto lo scorso 13 gennaio. Parteciperanno all’evento anche i naufraghi sopravvissuti quella notte alla tragedia.

PROGRAMMA COMMEMORAZIONE – Domani, intorno alle ore 10 avverrà il riposizionamento in mare dello scoglio strappato via durante il naufragio. Un’ora dopo si celebrerà una messa nella chiesa dei Santi Lorenzo e Massimiliano al porto mentre invece alle 15 e 30 verrà scoperta una targa sul molo in memoria delle vittime della tragedia. Infine è previsto un concerto presso la Chiesa di San Pietro al Giglio Castello e infine all’ora esatta del naufragio saranno lanciate in mare delle fiaccole.

Intanto la compagnia ha accusato i passeggeri di aver provocato numerosi danni all’imbarcazione in seguito al naufragio del 13 gennaio 2012. In seguito alle richieste di risarcimento di 150 passeggeri della Costa Concordia, la proprietaria di Costa, la Carnival, ha dichiarato, attraverso il legale John Arthur Eaves, che la colpa delle “presunte lesioni” verificatesi durante il naufragio è loro, dei loro “comportamenti negligenti o disattenti“. In un’intervista a “Metro” Eaves ha fatto riferimento ad un documento depositato dalla stessa Carnival presso un tribunale della California. Nel testo è stato possibile apprendere che la proprietaria di Costa “nega di avere il dovere della sicurezza verso i ricorrenti e di doverli proteggere da danni durante la permanenza a bordo della nave e durante l’uso previsto“.

Redazione online

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