Led Zeppelin: 44 anni dal loro primo album

I Led Zeppelin oggi (Getty Images)

I Led Zeppelin festeggiano oggi il 44esimo compleanno dell’uscita del loro primo album, che prende il nome dal gruppo stesso. Trenta ore di registrazione e un costo totale di 1782 sterline hanno fatto sì che venisse prodotto uno dei dischi considerati come pietre miliari della storia del rock. L’album al momento è al 29esimo posto nella classifica dei migliori 500 secondo la rivista “Rolling Stone”, oltre ad essere stato per 150 settimane nelle classifiche inglesi e per 400 settimane in quelle statunitensi. “Led Zeppelin” presenta varie sfumature del blues come, ad esempio, in “You shook me” e “I can’t quit you baby”, proposte precedentemente da Willie Dixon. L’album è stato registrato in sole trenta ore grazie al fatto che brani come “How many more times”, “Communication Breakdown” e “Dazed and Confused” erano già stati precedentemente provati dagli Yardbirds e suonati in concerto dai New Yardbirds, gruppo dal quale Jimmy Page ha poi formato i Led Zeppelin. Ad affiancare il virtuoso chitarrista in una delle band più gloriose della storia del rock, c’erano il bassista John Paul Jones e due illustri sconosciuti dell’epoca, come Robert Plant alla voce e John Bonham alla batteria. I quattro, riunitisi nel 1968, decisero di pubblicare il loro primo album il 12 gennaio dell’anno successivo.

“Led Zeppelin” parte forte, grazie all’energia di “Good times, bad times”, diventato poi uno uno dei brani più rappresentativi della band. Continua con “Babe I’m gonna leave you”, ripreso da un brano folk tradizionale. Poi si passa a “You shook me” (un blues precedentemente registrato da Muddy Waters nel 1962) e “Dazed e confused”, famosa per il suo assolo di chitarra suonato con un archetto da violino. A seguire, ci sono “Your time is gonna come” e “Black mountain side”, che precedono un altro classico del gruppo: “Communication breakdown”, 2 minuti e 27 secondi di pura potenza. A chiudere l’album, ci sono “I can’t quit you baby” e “How many more times”, altro blues splendidamente eseguito.

I Led Zeppelin a causa di questo album (ma anche di “Led Zeppelin 2”) hanno dovuto fare i conti con una serie di cause legali, vista la loro abitudine di non segnalare chi fossero gli artisti dai quali prendevano ispirazione per alcuni loro brani. Il chitarrista Page si è giustificato dicendo che nel blues è consueto prendere dei brani e rielaborarli a seconda delle proprie caratteristiche, scagionandosi così dalle accuse di plagio.

Cosmo Amendola

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