Coca Cola, sit-in dei dipendenti a Roma: “Io non me la bevo”

Casse di Coca Cola (Getty Images)

Decine di dipendenti dello stabilimento della Coca Cola di Oricola, in provincia de L’Aquila sono scesi in piazza oggi per protestare contro ”la precarizzazione di cinquanta dipendenti dell’ultimo stabilimento rimasto nella Regione Abruzzo”. Spiega il segretario provinciale di Roma del sindacato Flaica-Cub, Giancarlo Desiderati, che “l’azienda, a fonte di un lieve dcalo dell’utile netto, vuole cambiare la forma contrattuale dei dipendenti dello stabilimento di Oricola facendoli assumere da una cooperativa, quindi di fatto precarizzandoli'”.

Spiega ancora Desiderati: “La Coca Cola vuole cambiare la forma contrattuale dei dipendenti dello stabilimento di Oricola facendoli assumere da una cooperativa, quindi di fatto precarizzandoli. Tutto questo solo per gli utili del colosso di Atlanta”. Conclude il segretario del sindacato di base che “è vergognoso e inaccettabile che il colosso di Atlanta getti nell’incertezza i propri lavoratori e le loro famiglie con le procedure di licenziamento che preludono alla creazione di cooperative. Non si tratta di esuberi, ma di esternalizzazioni che precarizzano e avvelenano la vita delle persone, soprattutto in un momento così grave di recessione”.

Molto chiaro il contenuto della protesta: “CocaCola fatturato alle stelle, dichiara 300 licenziamenti. Io non me la bevo”, recita infatti lo striscione che ha accompagnato il sit-in dei lavoratori della multinazionale, che scrivono sui volantini che distribuiti ai clienti che entrano da McDonald’s: ”Attenzione, la Coca Cola contiene un ingrediente nocivo: il lavoro precario”. Si tratta, per i lavoratori dello stabilimento abruzzese, di un ritorno nella Capitale: negli ultimi due mesi infatti, diverse proteste da parte dei dipendenti della Coca Cola contro le aziende si erano svolte davanti al Colosseo e in Piazza del Popolo.

 

Redazione online