Ancora razzismo nel calcio, sospesa gara della categoria Berretti tra Casale e Pro Patria

Boateng dopo i fischi di Busto Arsizio (Getty Images)

Ancora un grave episodio di razzismo che coinvolge la società di calcio della Pro Patria, anche se questa volta nelle serie juniores, categoria Berretti, campionato di calcio giovanile riservato a squadre composte da atleti di età compresa tra i 15 e i 20 anni. La società di Busto Arsizio, che nelle scorse settimane era rimasta coinvolta nell’increscioso episodio di razzismo ai danni di alcuni giocatori del Milan nel corso di un’amichevole, era ieri a Casale Monferrato per affrontare la squadra di casa, il Casale.

Sul 2-0 per la Pro Patria al 38° del primo tempo, il calciatore del Casale Fabiano Ribeiro colpiva con un pugno un avversario, venendo espulso. Ne seguiva una concitata rissa e la formazione di casa decideva di abbandonare il campo. Un successivo comunicato della società provava a spiegare l’accaduto: “Al 38′ del primo tempo, il calciatore Fabiano Riberio è stato oggetto di un presunto insulto di carattere razziale, circostanza che ha suscitato un profondo sgomento nei giocatori e nello staff tecnico nerostellato i quali, autonomamente, hanno deciso di non proseguire la partita”.

Prosegue ancora la nota stampa: “L’A.S. Casale Calcio si riserva di appurare quanto accaduto e la veridicità degli avvenimenti al fine di adottare i provvedimenti necessari. Nel contempo la società stigmatizza l’accaduto e si rimette a quanto sarà deciso dalle autorità federali competenti”. Intanto, contattato dall’Ansa, il presidente della Pro Patria Pietro Vavassori minimizza: “Ho parlato con i dirigenti di Casale che si sono scusati per quanto è accaduto. Per noi non è successo niente e nessuno ha sentito niente, a parte il ragazzo di Casale”.

“Siamo pronti a tutelare la nostra immagine in ogni sede – ha detto ancora Vavassori – I casi di razzismo sono altri. Se fossimo razzisti non avremmo ragazzi di colore in tutte le nostre squadre giovanili”. Il direttore generale e responsabile del settore giovanile della Pro Patria Raffaele Ferrara ha invece spiegato che nessuno avrebbe sentito nulla, per cui “non ci siamo scusati con il ragazzo di Casale, non mi sembra giusto. Per prima cosa io devo tutelare il nostro giocatore che è anche lui un ragazzo e poi al momento non c’è nulla di cui scusarci”.

 

Redazione online