Mario Monti ha aperto la campagna elettorale a Bergamo

Mario Monti al momento della presentazione della sua lista e del simbolo elettorale (Foto: ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

ELEZIONI MONTI BERGAMO – Mario Monti ha aperto la propria campagna elettorale ieri a Bergamo presentando la lista ‘Scelta Civica‘ con una dichiarazione che non ha lasciato dubbi sulle sue intenzioni: “Non possiamo rimettere l’Italia nelle mani degli incapaci che l’hanno portata al novembre 2011”. Parole pesanti quelle dette dal premier uscente durante la lunga giornata elettorale del professore al Kilometro Rosso.

Non vorrei che mi aveste preso per un politico…“. “Oggi abbiamo parlato di speranza e di passione e vi assicuro – ha sottolineato – che la passione mi è venuta…”. Per quanto riguarda i punti della sua Agenda, Monti ha dato la precedenza al fisco: “Qualcuno è stizzito perché parlo della riduzione delle tasse. Non è incoerente questo, quello che gli italiani hanno fatto nel 2012 era strettamente indispensabile, ma non per sempre”. “Le situazioni cambiano”.

Non sono mancate parole nei confronti del capo dello Stato che ha ringraziato per “la grande dignità, per l’orientamento civile e la sicura guida che costituisce per la Repubblica italiana“. Nonostante Monti non sappia se la sua decisione di “salire in politica” gli “faccia piacere”, è comunque convinto di avere in comune con il presidente della Repubblica lo stesso amore “per il Paese” e il “desiderio di riconciliare la società civile con la politica”.

Monti ha poi spiegato, ancora una volta, la natura di “moderati riformatori” degli aderenti a Scelta Civica: “L’Italia non ha bisogno di moderazione, ma di riforme radicali“. La prima azione di Monti, da eletto, sarà “un disegno di legge di riforma costituzionale per ridurre il numero dei parlamentari. Un altro per un assetto dello Stato meno oneroso e più proficuo. E una legge per cambiare il titolo V della Costituzione, che come è stato ridisegnato nella riforma voluta da sinistra e destra, non rende competitiva l’Italia”.

Non sono poi mancate frecciatine ai suoi avversari: “Sulla riforma necessaria della giustizia contro la corruzione, il conflitto di interesse e il falso in bilancio” si sono posti degli “ostacoli che sono venuti da destra anche per ragioni storiche e personali che conosciamo”. “Questa volta gli antagonisti della sinistra” siamo “noi che con semplicità parliamo il linguaggio della verità, delle riforme e dell’Europa”. Per quanto riguarda lo schieramento guidato da Bersani, il premier uscente ha detto di apprezzarne gli “istinti e impulsi liberalizzatori, di scoperta dei valori di un’economia di mercato e sociale di mercato”, specificando però che sono “relativamente recenti”. A Nichi Vendola ha invece detto: “Autocritica? Ma scherziamo“; il leader di Sel aveva infatti detto qualche gorno fa: “In fondo potremmo anche collaborare con Monti e i suoi purché faccia autocritica”.

Redazione online