Pomigliano:il Tribunale rigetta il ricorso della Fiom

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Industria: uno stabilimento della Fiat (Foto: DONATO FASANO/AFP/Getty Images)

E’ arrivata una risposta negativa, da parte del Tribunale di Roma, nei confronti del ricorso fatto dal sindacato Fiom contro la Fiat. L’esposto dell’organizzazione sindacale era relativo a quanto successo nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, dove l’azienda ha annunciato provvedimenti di mobilità per 19 operai il 31 ottobre del 2012. Dopo la scelta della Fiat, non si è riusciti a trovare un compromesso tra dirigenti e sindacato, pertanto l’organizzazione di Maurizio Landini ha deciso di ricorrere alle vie legali.

Secondo la magistratura romana, i 19 lavoratori, ai quali la Fiat ha concesso di rimanere all’interno dello stabilimento solo in qualità di “operai in formazione”, non è possibile, al momento, reinserire il personale all’interno dell’organico dato che il ricorso presentato dalla Fiom avrebbe delle falle e non sarebbe perfettamente legittimo. Stando alle parole della sentenza pronunciata dal giudice del lavoro Elena Boghetich, “il solo elemento temporale non appare integrare gli elementi necessari per qualificare l’avvio del procedimento per il licenziamento collettivo come ritorsione, cioè come comportamento pregiudizievole volto a punire le persone lese dalla discriminazione o qualunque altra persona”.

Maurizio Landini della Fiom ha voluto commentare il pronunciamento del Tribunale romano ed ha fatto esplicito riferimento alla decisione di obbligare gli operai ad indossare dei braccialetti che indichino la nuova qualifica di lavoratori in fase di apprendimento. “Uno può anche ridere, ma a me è venuto in mente che quelle cose lì le facevano contro gli ebrei”, ha detto il segretario della Fiom. Landini è però rimasto soddisfatto per il fatto che la magistratura abbia riconosciuto la discriminazione in atto. Il vero danno, a detta del sindacalista,lo avrebbero fatto i sindacati che hanno firmato due anni fa l’accordo con la Fiat per Pomigliano: “Il tribunale riconferma però che esiste una discriminazione quando dice che i 19 lavoratori della Fiom che sono rientrati al lavoro non possono essere licenziati. Io credo che il problema non sia la sentenza, il problema sono le altre organizzazioni sindacali che hanno firmato a Pomigliano quel verbale, modificando gli accordi di due anni fa che impegnavano l’azienda a far rientrare tutti i lavoratori e riconoscendo che ci sono degli esuberi”.

 

Redazione online