Egitto: ancora morti a Port Said dopo il verdetto sulla strage dell’anno scorso

Proteste in Egitto (AFP/Getty Images)

Non si fermano in Egitto le proteste. Dopo quanto avvenuto ieri a piazza Tahrir, dove almeno otto persone hanno perso la vita e centinaia sono rimaste ferite successivamente agli scontri tra manifestanti e polizia registratisi in occasione di una grande adunata commemorativa per i due anni della rivoluzione, oggi altrettanti tafferugli e altrettanti morti si sono avuti a Port Said. La città, situata nel nord-est dell’Egitto, è famosa perché lo scorso anno, nel corso di una partita di calcio tra Al Ahly e Al Masry, 74 persone erano rimasti uccisi a causa di un violento intervento delle forze dell’ordine. Proprio oggi, in quella cittadina si è svolto il processo per i fatti accaduti lo scorso anno. I giudici hanno deciso di condannare a morte ben 21 partecipanti e questo ha alimentato l’indignazione dei presenti che ha fatto scoppiare ulteriori violenze.

Non sono ancora chiare le dimensioni della rivolta di Port Said, e lo stesso numero dei decessi trova discordi numerosi organi di stampa internazionale.  Sarebbero però circa 27  i decessi, la maggior parte registrati tra i civili insorti. Anche almeno 2 poliziotti avrebbero però perso la vita negli scontri.

La situazione in Egitto è quindi molto critica e, a due anni dalle vittorie della Primavera Araba, pare che l’instabilità la faccia ancora da padrone se si considerano le numerose e violente proteste contro Mohamed Morsi e l’indignazione ancora fortissima nei confronti di un corpo di polizia che non si fa scrupoli ad utilizzare la forza e ad uccidere.

 

Redazione online