Egitto: ancora scontri tra Suez e Port Said

Feriti in Egitto (Foto: Ed Giles/Getty Images)

In Egitto, quando ancora, a due anni dalla rivoluzione, il paese è fortemente scosso da proteste e scontri interni il governo ha tentato di porre limite alle violenze e alle manifestazioni di dissenso imponendo il coprifuoco e dichiarando lo stato di emergenza. Ma, nonostante il provvedimento deciso dalle autorità, continuano gli scontri e non si placano le azioni dei cittadini indignati, da Il Cairo, a Port Said, a Suez.

Negli ultimi giorni, caratterizzati da forte ondate di proteste nella capitale in concomitanza con il biennio dalla vittoria della rivoluzione contro Mubarak e a Port Said dalla ribellione contro la decisione delle autorità giudiziarie sui fatti avvenuti lo scorso anno allo stadio locale, sono morte circa cinquanta persone.

Anche nelle ultime ore le strade di numerose città dell’Egitto sono state prese d’assalto. A Port Said, dove i manifestanti hanno sfidato i blocchi imposi dalle forze di polizia, si è registrato un altro decesso. A Suez, invece, alcuni egiziani hanno assaltato il carcere locale tentando di liberare i detenuti.

Non c’è fine, quindi, alle pretese rivoluzionarie della popolazione egiziana e il malcontento, anche a due anni dalla destituzione di Mubarak, è ancora forte e facilmente degenera in violenza. Si tratta di un malcontento indirizzato nei confronti del presidente Mohamed Morsi e delle forze di polizia che spesso agiscono utilizzando metodi duri.

 

Redazione online