“The Innocence of Muslims”: l’Egitto conferma la condanna a morte

Manifestazione contro il film anti Islam (Getty Images)

La Corte d’assise del Cairo ha confermato, dopo il via libera del gran mufti, la condanna a morte di sette cittadini egiziani copti residenti negli Usa coinvolti nel film antiislamico “The Innocence of Muslims”, la cui messa in circolazione causò la dura reazione del mondo musulmano e gravi manifestazioni di protesta. Condannato a cinque anni anche il pastore americano Terry Jones.

Il tribunale ha ritenuto il film in questione diffamatorio per l’Islam e il Profeta Maometto e una potenziale minaccia per l’unità nazionale in Egitto. I sette espatriati copti condannati sono: Maurice Sadiq Gerges, fondatore di una associazione copta statunitense; Morkos Aziz, conduttore televisivo; Fekry Abdul-Messih, medico statunitense, Nabil Adib, responsabile della comunicazione per un’altra organizzazione filo statunitense; Nahid Metwally, medico di base in Australia; il copto di origine egiziana Mark Baccil Youssef, che ha prodotto il film, e Nader Farid, un commercialista.

Il 18 novembre scorso, la Corte di sicurezza egiziana aveva richiesto l’approvazione delle condanne a morte al Gran Mufti d’Egitto, in conformità alla legge egiziana. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Gerges e Jones, l’ultimo dei quali è noto per i suoi roghi pubblici del Corano, sarebbero stati coinvolti nella promozione del film, ma non nella sua produzione.

Già in precedenza vi erano state delle condanne di minore entità nei confronti di copti residenti in Egitto, colpevoli di aver diffuso la pellicola.

 

Redazione online