Caso Abu Omar: condannato in appello ex referente della Cia in Italia

Abu Omar (Getty Images)

La corte di Appello di Milano ha inflitto 7 anni all’ex capo della Cia in Italia, Jeff Castelli, al termine del cosiddetto appello stralcio per il sequestro dell’ex imam di Milano Hassan Mustafa Osama Nasr, estremista islamico ritenuto fiancheggiatore di nuclei terroristici, noto come Abu Omar.

In primo grado, Jeff Castelli era stato prosciolto sulla base della immunità diplomatica insieme ad altri due agenti, che oggi sono stati condannati a 6 anni. Quello di Abu Omar è ritenuto uno dei più eclatanti rapimenti compiuti dai servizi segreti statunitensi nel contesto della guerra globale al terrorismo.

Secondo la ricostruzione giudiziaria, l’imam sarebbe stato rapito Il 17 febbraio 2003 a Milano da dieci agenti della Cia e un maresciallo dell’Arma dei Carabinieri che fino a un anno e mezzo prima aveva lavorato nella sezione antiterrorismo del Ros di Milano, mentre si recava alla moschea. Trasferito alla base militare di Aviano, era stato spedito, in stato di arresto, in Egitto, dove aveva subito numerose torture.

Dopo la sua scarcerazione, aveva raccontato tutto alla famiglia in Italia ed era stato vittima di un nuovo arresto. Liberato definitivamente nel 2007, aveva denunciato l’accaduto. Erano partite le indagini, che avevano stabilito il coinvolgimento della Cia e dei nostri servizi segreti.

La sentenza di oggi giunge al termine di un complicatissimo processo che aveva già visto le condanne in Cassazione per due ex-funzionari del SISMI, Pio Pompa e Luciano Seno, e 23 agenti Usa, tutti accusati di sequestro di persona. Nella vicenda sono coinvolti anche i vertici dei servizi segreti italiani, per i quali la Cassazione lo scorso 19 settembre ha chiesto il processo, ritenendo ingiustificata l’apposizione del segreto di Stato.

 

Redazione online