Fiat, Maurizio Landini apre: “Chiedo un confronto a Marchionne”

Maurizio Landini (Getty Images)

Il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini ha partecipato oggi all’iniziativa la Repubblica delle idee, presso il teatro Carignano di Torino, intervistato dal vicedirettore di Repubblica, Massimo Giannini. Ha detto il sindacalista: “Chiedo a Marchionne se sia possibile aprire un confronto adesso, anche coinvolgendo il nuovo governo, senza aspettare l’esito di investimenti per i quali servono 2-3 anni. Che si continuino a produrre auto in Italia è interesse di tutti. Marchionne può anche pensare di ridurre la presenza in Italia e spostare la testa negli Usa, ma il sindacato, i lavoratori e il Paese non se lo possono permettere”.

“Se la Fiat ha dovuto superare a Pomigliano la vecchia società, questo è dovuto anche alle cause messe in campo dalla Fiom. Il tribunale ha detto che i nostri iscritti non possono essere licenziati”, ha affermato ancora Landini, che ha poi lanciato un appello: “Mi auguro che il nuovo Parlamento faccia una commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni interne alla Fiat, quello che sta succedendo adesso all’interno degli stabilimenti Fiat non ha precedenti in una situazione normale”.

“In questi anni è mancata la politica industriale” – ha aggiunto Landini – “sono molto critico sul governo Monti e sul governo Berlusconi ma sono almeno 10-15 anni che non c’e’ una politica industriale degna di questo nome e anche quando non c’erano governi di destra non si e’ fatto nulla su questo tema”. Poi l’attacco al governo tecnico: “Non si può portare a settant’anni il lavoro di tutti senza fare un ragionamento sul lavoro che si fa. E non si può non capire che se porto l’età pensionabile a settanta anni aumenta la disoccupazione giovanile”.

Ha precisato infine il leader della Fiom: “Dire che tutti i lavori sono uguali è una follia. Non solo per chi lavora sulla catena di montaggio, che fa i turni di notte in un ospedale che fa assistenza ai bambini e agli anziani. Non èun privilegio lavorare nel manifatturiero e andare in pensione dopo 40 o 41 anni, è un diritto. Il fondo dei dipendenti d’azienda è in attivo, i fondi che non sono in attivo sono quelli dei dirigenti di impresa e quelli dei lavoratori autonomi”.

 

Redazione online