Tunisia: da mezzogiorno piazze di nuovo piene per lo sciopero generale

Proteste in Tunisia dopo l'uccisione del leader di opposizione Chokri Belaid (Foto: FETHI BELAID/AFP/Getty Images)

E’ una giornata importante quella di oggi per la Tunisia. Dopo l’omicidio a freddo avvenuto mercoledì del leader dell’opposizione, l’anti islamista Chokri Belaid, il governo è stato sciolto e il clima politico è infiammato, tanto che il principale sindacato nazionale, l’Ugtt, ha deciso di proclamare uno sciopero generale e di richiamare in piazza i cittadini. Sempre oggi si terrà poi la cerimonia funebre per dare l’ultimo addio al politico ucciso a metà settimana.

Le manifestazioni partiranno dopo mezzogiorno, in seguito cioè alla fine della preghiera che tradizionalmente nei paesi musulmani si tiene il venerdì. Per il momento Tunisi e tutto il paese, secondo quanto riportato dai giornalisti presenti sul luogo, sono ferme e in attesa. I negozi hanno le saracinesche abbassate, gli uffici sono deserti e anche le principali infrastrutture sono vuote con il solo aeroporto di Cartagine parzialmente operativo. L’altissimo tasso di astensione dalle attività lavorative registrato nel corso della mattinata lascia presagire un elevata partecipazione allo sciopero e, considerando che il sindacato ha dalla sua parte circa mezzo milione di iscritti, si prevede un’oceanica protesta per oggi pomeriggio.

Si teme anche, dopo le violenze dei giorni scorsi, che la manifestazione possa degenerare, dato anche l’alto livello di scontento che serpeggia tra la popolazione. In particolare alcune reazioni potrebbero essere causate da un intervento dei militanti di Ennhada, il partito islamista che sta al governo e che, dopo la scelta di sciogliere l’esecutivo, ha voluto prendere le distanze dal premier Hamad Jebali.

Nel frattempo poi, mentre le indagini proseguono sulle dinamiche dell’omicidio di Belaid, fanno discutere le dichiarazioni rilasciate dalla moglie dell’uomo deceduto. Pare infatti, secondo quanto riferito ai giornalisti di Repubblica da Besma Khalfaoui, che il politico fosse oggetto di minacce già da molto tempo. La Khalfaoui non si è limitata nelle parole ed ha rivolto un attacco diretto nei confronti del partito Ennhada, da lei ritenuto artefice dell’attentato.

 

Redazione online