Bersani: non basta protestare per cambiare

Pier Luigi Bersani (Getty Images)

“C’è disperazione in giro ma non si riesce a parlare di questo nella campagna elettorale, siamo un paese curioso”, ha detto il candidato premier del centro sinistra, Pier Luigi Bersani, alla trasmssione Omnibus su La7. “Siccome c’è sfiducia e rabbia è enorme l’area” del consenso per Beppe Grillo, ha spiegato Bersani, “e ci sono tutti i motivi per essere arrabbiati, sono arrabbiati anche i miei, ma il cambiamento lo possiamo fare solo dal governo“. “Un governo senza cambiamento non servirebbe a nulla – ha aggiunto il leader del Pd -, sarebbe impotente come la protesta. Ho capito che bisogna cambiare, ma protestare non vuol dire cambiare“.

Secondo Bersani per cambiare “il primo colpo è la sobrietà della politica, poi lotta a corruzione, malaffare, via le leggi ad personam, i conflitti di interessi, introdurre diritti, e poi cominciamo a parlare di lavoro“.

In merito alle promesse elettorali che in questi giorni diversi schieramenti politici fanno sulla riduzione delle tasse, Bersani ha detto: “Sulle tasse il nostro ragionamento è rivolto al lavoro, le tasse non sono l’unica cosa: serve la fedeltà fiscale nella media europea, più progressività sull’Imu – ha chiarito -. E poi diciamo giù le tasse sull’Irpef per lavoratori e pensionati, e l’Irap sul lavoro e investimenti per le imprese che danno occupazione”.

Riguardo al tema del lavoro, il leader del Pd ha proposto l’introduzione di “meccanismi per incentivare la trasformazione dei contratti precari, con sgravi premiali”. Il problema che affligge le imprese, però, ha aggiunto Bersani, è che “non sta girando liquidità”. E sui contratti, il candidato premier del centrosinistra ha precisato che “un contratto unico per tutti non è possibile”. Occorre una “contrattualistica ragionevole”, ha spiegato, “non trenta contratti”, ma nemmeno uno solo. Devono essere mantenuti fermi “alcuni diritti basici a cominciare dalla maternità”, ha sottolineato Besrani. Inoltre, “un buon contratto di apprendistato è una forza che può essere validata”, ha aggiunto. Ma per incentivare l’occupazione dei giovani non basta fermarsi alla contrattualistica, ha rilevato il candidato premier.

Il segretario del Partito democratico si è poi detto molto soddisfatto del lavoro di Matteo Renzi, sindaco di Firenze del Pd, e suo ex sfidante alle primarie del centrosinistra: “Matteo si sta impegnando molto e ha allargato la nostra capacità espansiva, perché è un combattente del Pd e sull’esterno va alla grande, è contento, ha un sacco di energia – ha sottolineato Bersani -. Mi chiedono se farà il ministro: deciderà lui. Ha davanti una grande prospettiva”.

Infine, Pier Luigi Bersani ha dichiarato di non essere affatto dispiaciuto se una donna fosse eletta Presidente della Repubblica: “Di candidate ne ho più di una”, ha detto.

Redazione

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