Grillo contro la “casta”, Bersani contro Grillo: “E’ miliardario”

Pier Luigi Bersani durante la campagna elettorale 2013 (Foto: ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Nell’ultimo giorno di campagna elettorale prima della chiamata alle urne di domenica e lunedì lo scontro tra partiti e liste si fa animato e Pier Luigi Bersani ha colto la palla al balzo per attaccare il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo. Nella corsa all’ultimo voto e nella propaganda per convincere gli indecisi a concedere la propria preferenza, il candidato premier del Pd, ha detto: “Io sono figlio di un meccanico, lui è miliardario”. Bersani, parlando ai microfoni di Uno Mattina ha definito Grillo “quello che urla” ed ha rincarato la dose dicendo: “Temo però che il disagio porti al disastro; se uno dice di uscire fuori dall’euro, di non pagare il debito pubblico, di lavorare venti ore alla settimana, non porta da nessuna parte. Io guardo e capisco chi ci ha portato fin qui, sono stati Berlusconi e la Lega e non Grillo. Ma attenzione: siamo ancora in una situazione difficile”.

Proprio ieri il comico genovese aveva pubblicato all’interno di un suo post l’ennesimo attacco a quella che più volte ha definito “casta dei politici”. Corredando il suo articolo con una foto storica che immortala i militari statunitensi in procinto di abbandonare Saigon, alla fine della guerra in Vietnam, Grillo ha scritto, riferendosi alla classe dirigenziale e ai partiti tradizionali: “Questo ventennio è stato un Vietnam per gli italiani, ma voi avete ancora la possibilità di salire sull’ultimo elicottero come gli americani sui tetti di Saigon nel 1975. Siete terrorizzati, in preda di attacchi d’ansia al pensiero di perdere il potere, di qualcuno che potrà rovistare nei vostri cassetti, capire, scoprire, denunciare. Vi consiglio comunque uno, due, tre, cento passi indietro. Se anche vinceste queste elezioni avrete solo rimandato il cambiamento, durerete un anno, forse meno, ha senso?”.

Screenshot dal blog di Beppe Grillo

Insomma, tra politica e antipolitica, tra moderatismo e culto del dissenso, tra Bersani e Grillo, pare ci sia un abisso. A presto vedremo come questo divario si tradurrà in voto.

 

Redazione online