Roberto D’Ambrosi e il progetto per migliorare l’organizzazione sanitaria nel Lazio

ROBERTO D’AMBROSI SANITA’ LAZIO – E’ un momento particolare per il nostro paese, ora interessato dalle imminenti elezioni e scosso da problemi non indifferenti. In questa panoramica estremamente complessa in cui stiamo vivendo spicca una figura esperta e di rilievo, che si muove all’interno della capitale, con la voglia di portare idee nuove e aria fresca. Parliamo di Roberto D’Ambrosi, informatico e responsabile di una delle più grandi Usl d’Italia per popolazione seguita (circa 600mila abitanti).

Nell’organizzazione futura delle proposte per migliorare l’organizzazione sanitaria del Lazio, deve essere fatta una valutazione sul rendimento e sulla operatività della società Lait, che negli ultimi anni non ha avuto il ruolo centrale che avrebbe dovuto avere. Nonostante la presenza di ottime professionalità, che conoscono perfettamente i processi operativi della sanità, la società non è stata (a causa di una gestione politico-clientelare) in grado di diventare un punto di riferimento per lo sviluppo di metodologie uniformi e standard e di riferimento a livello internazionale. La Lait, secondo D’Ambrosi, deve uscire dalle logiche di spartizione politica e deve riprendere il ruolo da coordinatore a punto di riferimento per le strategie informative. Come primo passo dovrà sviluppare il progetto di cartella clinica unificata ed il fascicolo sanitario, che solo lei può coordinare. Altro progetto fondamentale è quello di definire metodologie informative per sostenere la trasparenza negli appalti come pure disegnare un nuovo piano tecnologico. Lo sviluppo e il consolidamento della centrale acquisti avrà successo solo se prima verrà definita chiaramente una programmazione regionale della sanità. Una programmazione fatta da coloro che di sanità ne sanno veramente perché ci lavorano da anni e hanno scontato la pena della disorganizzazione imposta dalle varie gestioni regionali passate.

Il punto è che se i processi delle varie aziende sono diversi e vengono erogati ai pazienti nelle varie Usl si vedrà che vi è grande disparità. Si dovranno fare dei progetti pilota per sperimentare la bontà delle soluzioni adottate sul campo e poi si potrà allargare la metodologia Un progetto che D’Ambrosi sa che non si farà dall’oggi al domani ma che ha bisogno di qualche anno di rodaggio, ma è l’unico modo per uscire da una situazione che si è fatta davvero imbarazzante.

Ma nelle intenzioni di Roberto D’Ambrosi c’è anche la volontà di uscire il più presto possibile dal commissariamento e predisporre il nuovo Piano Sanitario Regionale. Abbiamo assistito a sprechi che hanno aumentato le disuguaglianze e prodotto aumenti ingiustificati del costo dei servizi. D’Ambrosi promette che si impegnerà personalmente affinché si torni a puntare sull’innovazione, sulla trasparenza e sul merito per riprendere il controllo del nostro futuro.

 

Matteo Fantozzi