Alberto Sordi, 10 anni dalla scomparsa di un mito

Alberto Sordi (Getty Images)
Dieci anni fa ci lasciava uno dei più grandi interpreti della storia del cinema italiano, uno di quegli attori che ha di fatto unito più generazioni sotto il segno della sua comicità: Alberto Sordi. Aveva 82 anni quando, nella notte tra il 24 e il 25 febbraio 2003, si spense dopo aver lottato per due anni contro un tumore. L’Albertone nazionale ha lasciato in eredità ben 152 film, tra cinema e tv, che in un certo senso possono essere considerati come delle profezie per ciò che effettivamente è avvenuto in Italia negli anni seguenti: retaggi culturali, pregiudizi, corruzione e quant’altro. A tal proposito, ad esempio, torna in mente il suo “Tutti dentro”, uscito otto anni prima dello scandalo di Tangentopoli.

Inoltre, come non ricordare ne “Il moralista” quel giurato che considera inopportuni manifesti e film piccanti mentre, nel frattempo, recluta ballerine dei night club per fini immorali? Questi erano i suoi personaggi, quasi tutti volti a rappresentare le negatività di un italiano medio in una serie di commedie “scomode”, ma pur sempre realistiche. La sua grande capacità, tra le altre, stava proprio nel fatto di riuscire a trattare temi seri, di grande interesse nazionale, ma pur sempre ridendo e facendo ridere: nei film, come nelle canzoni da lui cantate. Schiette e sincere, proprio come lui, che non esitava di certo a invitarti elegantemente ad andare proprio in quel luogo noto a tutti, con la sua “Te c’hanno mai mannato a quel Paese”.

La sua amata città, Roma, gli renderà omaggio con una mostra monumentale, mentre le emittenti televisive italiane non mancheranno nel riproporre i suoi film più famosi, per consentire ai suoi fan di tornare ad apprezzare uno dei più grandi di sempre. E perché no, anche di farlo conoscere a chi, nella più remota delle possibilità, ancora non ha avuto il piacere di conoscerlo.

Redazione Online