Naufragio Concordia, chiesto il rinvio a giudizio per Schettino e altri cinque

Il comandante Francesco Schettino (ALBERTO PIZZOLI/AFP/GettyImages)

La procura di Grosseto ha oggi avanzato richiesta di rinvio a giudizio al gup Pietro Molino nei confronti del comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, e di altre cinque persone, due ufficiali in plancia, il timoniere, l’hotel director e Roberto Ferrarini, manager delle operazioni marittime e dell’unità di crisi della Costa Crociere. In particolare, le accuse nei confronti di Schettino sono omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, naufragio, abbandono di nave.

Ha commentato il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio: “Non può non sottolinearsi la smisurata responsabilità di Schettino e la impressionante serie di errori commessi in tutte le fasi della vicenda, a partire dalla manovra scellerata e fino alla criminale gestione dell’emergenza, conclusasi con l’abbandono della nave e delle persone, inermi e terrorizzate a bordo”.

Ha proseguito Verusio: “Si vuole ribadire che la vicenda non presenta alcun mistero irrisolto, come invece da alcuni a suo tempo incautamente ventilato. Ad oggi non può che ripetersi come, pure all’esito di sofisticatissime indagini su tutti gli aspetti rilevanti, la causa determinante degli eventi di naufragio, morti e lesioni sia purtroppo riconducibile al fattore umano”. Ha concluso il procuratore di Grosseto: “Allo stato degli atti e avuto riguardo alla completezza dell’attività investigativa svolta, non sussistono perplessità di qualche rilievo in merito allo svolgimento dei fatti”.

Sono state presentate richieste di archiviazione per diversi ufficiali di bordo, mentre per il comandante Schettino è stata chiesta l’archiviazione per quel che riguarda il reato di distruzione dell’habitat naturale. La procura di Grosseto ha trasmesso al gip la richiesta di patteggiamento, del valore di circa un milione di euro, avanzata da Costa Crociere per il reato di illecito amministrativo dipendente dai reati di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime, con l’aggravante della violazione delle norme antinfortunistiche.

 

Redazione online