Politiche 2013, Bersani: “Primi ma non abbiamo vinto”

Pier Luigi Bersani (Foto: ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

“E’ chiaro che chi non riesce a garantire governabilità non può dire di aver vinto. Non abbiamo vinto anche se siamo arrivati primi e questa è la nostra delusione”, così si è espresso in conferenza stampa il segretario del Partito Democratico e leader del centrosinistra, Pier Luigi Bersani, commentando a freddo l’esito del voto che ha visto la sua coalizione prevalere di pochissimo sul centrosinistra, ma soprattutto trovarsi a fare i conti con l’incognita costituita dal Movimento 5 Stelle, che alla Camera risulta essere il primo partito per circa 40mila voti.

Ha proseguito Bersani: “Questa cosa non avverrebbe in altri Paesi dove un voto del genere avrebbe garantito comunque la governabilità. Per noi non è così e credo che da questo si capirà chi ha voluto impedire la riforma della legge elettorale, non certo noi”. Secondo il segretario del Pd, “c’è stato un rifiuto della politica così come si è presentata in questi anni, di istituzioni inefficienti e di una politica apparsa moralmente non credibile”.

“Non ci sfuggono i rischi del paese sia chiaro, ma responsabilità è sinonimo di cambiamento. Non siamo qui a gestire per gestire” – ha aggiunto ancora Bersani, che ha parlato anche dell’ipotesi di sue dimissioni dalla segreteria del partito, paventate tra gli altri da Pippo Civati: “Ho sempre detto che la ruota deve girare nel congresso del 2013, non abbandono la nave, dopodiché io posso starci da capitano o da mozzo”.

Sugli scenari futuri, il leader del centrosinistra è stato netto: “La nostra ispirazione non è una diplomazia con uno o con l’altro né discorsi a tavolino ma alcuni punti fondamentali di cambiamento, un programma essenziale da presentare al Parlamento per una riforma delle istituzioni, della politica, a partire dai costi e dalla moralità”.

Bersani risponde anche alle dichiarazioni fatte oggi da Grillo e attacca: “Ragionare tema per tema è apprezzabile ma è anche piuttosto comodo, i governi funzionano tema per tema ma anche con la fiducia, in base ai temi uno deve dare la fiducia o no. Questa è la nostra Costituzione, chi viene in Parlamento fa i conti con la costituzione e si prende le sue responsabilità”.

Polemico, il segretario del Pd, anche con chi sostiene che una candidatura a premier da parte di Matteo Renzi avrebbe avuto più possibilità di successo: “L’ho sentito anche io, ma più di far le primarie e far scegliere a tre milioni persone non so cosa potessi fare.. Non vorrei che con questo dibattito si oscurasse un dato più profondo e cioé che siamo in presenza di un problema profondo, per la prima volta in 60 anni c’é un meccanismo di impoverimento che la politica non riesce più a gestire e che dà luogo a risposte semplificatorie”.

 

Redazione online