Morto l’intellettuale francese Hessel, un suo scritto fece esplodere il movimento degli indignadati

Stéphane Hessel (Getty Images)

La Francia perde un pezzo della sua storia del secondo dopoguerra: è morto infatti, all’età di 95 anni, il diplomatico, politico e scrittore Stéphane Hessel, considerato da molti l’ispiratore del movimento degli indignati. Nato a Berlino da una famiglia in parte di origini ebree, il 20 ottobre 1917, a vent’anni viene naturalizzato francese e nel 1939 si diploma all’Ecole Normale Supérieure di Parigi.

Considerato uno dei maggiori esponenti della Resistenza francese contro lo stato autoritario di Vichy, venne anche deportato nel 1944 nel campo di concentramento di Buchenwald, dove è costretto a nascondere la propria identità per evitare l’impiccagione. Riesce ad evadere diverse volte, l’ultima di queste si unisce alle truppe alleate. Al termine delle ostilità, partecipa alla stesura della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

Nel 1981 viene nominato Ambasciatore di Francia dal presidente della Repubblica François Mitterrand. Negli anni successivi, si dedica alla militanza in favore dei sans-papiers e della causa palestinese, aderendo alla campagna per il boicottaggio dei prodotti israeliani. Per questo, nonostante le origini ebree e la propria prigionia a Buchenwald, viene accusato di antisemitismo. Pur restando sempre vicino alle posizioni del Partito Socialista, nel 2009 si candida alle europee con Europa Ecologia di Daniel Cohn-Bendit e José Bové.

Negli ultimi anni, il suo nome è tornato alla ribalta grazie alla pubblicazione, per conto di una piccola casa editrice, di un pamphlet di una ventina di pagine, Indignez-vous!, in grado di vendere in poco tempo oltre 700mila copie solo in Francia. In seguito alla pubblicazione del pamphlet, si sviluppa, in tutta Europa, il cosiddetto movimento degli indignati. Successivamente, Hessel dà alle stampe un altro libello dal titolo Impegnatevi!. Nel frattempo, l’intellettuale italiano Pietro Ingrao, storico esponente del Pci, pubblica una propria risposta al pamphlet dello scrittore francese, intitolata Indignarsi non basta!.

 

Redazione online