Istat: nel 2012 crollo del Pil e pressione fiscale alle stelle

E’ andata male, malissimo l’economia italiana nel 2012. L’Istat ha confermato per l’anno scorso il calo del Prodotto interno lordo del 2,4%, così come previsto dal governo nell’aggiornamento del Def. Il dato grave è che nel 2012 il Pil reale è sceso sotto i livelli del 2001. Sono stati così annullati i risultati in ripresa, seppur modesta, dei due anni precedenti. Nel 2011 il Pil era cresciuto dello 0,4%.

Il calo del Pil è dovuto soprattutto al crollo del mercato interno, con le spesa delle famiglie per i consumi che è diminuita del 4,3%.

Negativi anche i dati sulla pressione fiscale, che segnala sempre l’Istat, è salita al 44% nel 2012, segnando un aumento dell’1,4% rispetto al 2011, quando era al 42,6%. Si tratta del livello più alto mai registrato dal 1990.

Migliora solo il dato sul deficit, che nel 2012 è arrivato al 3% del Pil, anche se il governo contava di scendere al 2,6%. Nel 2011 il rapporto deficit-Pil è stato del 3,8%.

Sale ancora il debito pubblico, ha raggiunto al 127% del Pil nel 2012. Si tratta del livello più alto dal 1990, inizio delle serie storiche. Nel 2011 il debito pubblico era al 120,8% del Pil.

Oggi, l’Istat ha anche diffuso i dati drammatici sulla disoccupazione, che lo scorso anno ha toccato quota 10,7% ed è destinata a salire ancora quest’anno e il prossimo.

Redazione

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