Presunta compravendita di parlamentari, indagati Razzi e Scilipoti

Domenico Scilipoti in aula il 14 dicembre 2010 (Getty Images)

Gli ex parlamentari dell’Idv poi passati con la maggioranza di centrodestra nel corso del contestatissimo voto di fiducia del 14 dicembre 2010, consentendo, di fatto, al governo Berlusconi di non cadere, sono stati iscritti nel registro degli indagati dal procuratore aggiunto di Roma, Francesco Caporale. Per entrambi, il reato ipotizzato è quello di corruzione.

L’inchiesta nasce dagli esposti presentati dal presidente, ora dimissionario, dell’Idv e parlamentare Antonio Di Pietro, che aveva fatto più volte notare l’anomalia del cambio di casacca. Per quel che riguarda Scilipoti, il parlamentare calabrese aveva dato vita, pochi giorni prima del voto di fiducia, insieme ai parlamentari Bruno Cesario e Massimo Calearo, al Movimento di Responsabilità Nazionale, che poi votò a favore del governo Berlusconi.

Più esplicita, invece, la posizione di Antonio Razzi, eletto senatore nelle liste del Pdl alle politiche di qualche giorno fa. Nel settembre 2010, l’allora deputato dell’Idv denunciò pubblicamente la compravendita: “Si è parlato anche di pagarmi il mutuo e darmi un posto nel governo, ma la proposta più concreta è stata la rielezione sicura”. Tre mesi dopo, invece, lasciò l’Idv per iscriversi a Io Sud e votare, il 14 dicembre, la fiducia al governo Berlusconi.

Un anno dopo, una telecamera nascosta de La7 riprendeva Razzi mentre ammetteva di aver votato a favore del governo Berlusconi per un tornaconto personale e diceva: “Io avevo già deciso da un mese prima. Mica avevo deciso, figurati, tre giorni prima. Ma come? Tre giorni prima hai detto male di Berlusconi. L’ho detto apposta. Ma non hai capito un cazzo di niente. Io già avevo deciso, io già avevo deciso, già avevo deciso. Ma io te lo dico pure chiaro: io a me, a me io, quando ancora ero nel coso della… del… del vitalizio, io non avevo la pensione ancora. Dieci giorni mi mancavano. E per dieci giorni mi in…no. Perché se si votava dal 28 come era in programma, il 28 di… di… di marzo, io per dieci giorni non pigliavo la pensione. Hai capito? Io penso anche per i c…i miei, io ho pensato anche ai c…i miei. A me non me ne frega… perché Di Pietro pensa anche ai c…i suoi, mica pensa a me”.

 

Redazione online