L’agenzia di rating Fitch declassa l’Italia, determinanti le elezioni

La sede di Fitch Ratings (Getty Images)

L’agenzia di rating Fitch ha declassato l’Italia da A- a BBB+, con outlook negativo. La decisione arriva dopo scelte analoghe prese nelle scorse settimane da Standard&Poor’s e Moody’s. L’Italia, gravata da oltre 2mila miliardi di debito pubblico, è tra i peggiori Paesi europei a livello di rating, davanti soltanto a Irlanda, Spagna, Islanda Portogallo e Grecia.

Il giudizio, fa sapere l’agenzia, riflette il “risultato inconcludente delle elezioni italiane”e tende a rimarcare una grave recessione che “mette a rischio lo sforzo di risanamento di bilancio e aumenta i rischi del settore finanziario”, soprattutto per alcuni fattori, come la posizione di partenza sfavorevole e alcuni sviluppi recenti, come la caduta inaspettata dell’occupazione e indicatori di fiducia persistentemente deboli.

Fitch prevede una contrazione del PIL del 1,8% nel 2013, inoltre il debito lordo delle amministrazioni pubbliche raggiungerà il picco nel 2013 di quasi il 130% del PIL rispetto alla stima di Fitch del 125% a metà del 2012. L’Italia ha comunque registrato progressi rilevanti nel corso degli ultimi due anni con il consolidamento fiscale, per esempio nel 2012 il disavanzo del settore pubblico è stato del 3% del PIL.

Inoltre, la nostra economia resta “relativamente ricca, diversificata e con alto valore aggiunto, con un livello moderato di indebitamento del settore privato”. Vi sono comunque dei fattori che potrebbero a breve e medio termine stabilizzare l’outlook: “la sostenuta ripresa economica che supporta il consolidamento fiscale in corso; la fiducia che il debito pubblico in rapporto al PIL sia in un chiaro andamento decrescente; ulteriori riforme strutturali atte a rafforzare il potenziale di competitività e la crescita dell’economia italiana”.

 

Redazione online