Processo Berlusconi, secondo i togati del Csm “rispettata la legge”

una seduta del Csm (Getty Images)

I consiglieri togati del Csm e i laici del Pd hanno divulgato oggi una nota congiunta contro gli attacchi alla magistratura portati avanti dall’ex premier Silvio Berlusconi e da tutti il Pdl. Si legge nella nota, che segue le parole pronunciate oggi dal vicepresidente del Csm Michele Vietti: “Soltanto al giudice nel processo spettano le decisioni processuali e di merito secondo le norme di legge. A tale principio si sono attenuti i magistrati impegnati nei processi di cui oggi si discute”.

Proseguono i 16 componenti togati del Csm e i laici del Pd Guido Calvi e Glauco Giostra: “Nella seduta di plenum della mattina del 13 marzo abbiamo ritenuto per senso di responsabilità, in considerazione della grave crisi istituzionale e di vuoto politico che vive il paese in questo momento, di non discutere in consiglio delle gravi vicende accadute nel Palazzo di giustizia di Milano lunedì 11, suscettibili di porre a rischio l’indipendenza dei giudici nelle decisioni che solo a loro spetta assumere. Il consiglio ha comunque ribadito espressamente il proprio fondamentale ruolo di tutela di tale indipendenza, patrimonio di ciascun magistrato”.

Conclude la nota: “Come componenti del consiglio vogliamo riaffermare che soltanto al giudice nel processo spettano le decisioni processuali e di merito secondo le norme di legge. A tale principio si sono attenuti i magistrati impegnati nei processi di cui oggi si discute”.

Nel frattempo, mentre il vicepresidente Michele Vietti prendeva posizione nell’aula del Csm, dicendo di condividere le parole di Napolitano sul rispetto reciproco tra politica e magistratura, due togati Giovanna di Rosa e Paolo Carfì, entrambi giudici a Milano, hanno lasciato l’aula. Ha spiegato poi Di Rosa: “Quanto accaduto al palazzo di Giustizia di Milano è terribile. La quotidiana routine di accesso a uffici dove i cittadini si aspettano giustizia sotto le immagini di Falcone e Borsellino che campeggiano sul fronte del Palazzo è stata turbata da una manifestazione contro i giudici. L’effetto visivo è parso triste e desolante, quello politico inaudito”.

 

Redazione online