Metodo Stamina, verranno sospese nuovamente le cure per la piccola Sofia

Il ministro Balduzzi nel giorno del giuramento davanti a Napolitano (Getty Images)

La piccola Sofia, la bimba fiorentina di 3 anni e mezzo affetta da leucodistrofia metacromatica, al centro del servizio de “Le Iene” dedicato all’argomento, riceverà soltanto la seconda iniezione prevista dalle cure con metodo Stamina. Ad annunciarlo, la madre della piccola, Caterina Ceccuti, al Corriere della Sera: “La direzione degli Spedali Riuniti fa sapere che la bimba ha diritto a una sola infusione presso questa struttura. Non è previsto il completamento della terapia come speravamo, a meno di un imposizione da parte delle autorità giuridiche o sanitarie nei confronti degli Spedali”.

Il direttore generale dell’ospedale di Brescia Ermanna Derelli, ha confermato le parole della donna: “Resta fermo che tale impegno dell’azienda è limitato al caso di Sofia e limitatamente alla seconda infusione. Si precisa che detta scelta non potrà riguardare altri casi o le successive infusioni per Sofia, in mancanza di precise e formali decisioni delle Autorità sanitarie e/o giudiziarie, che autorizzino o impongano la somministrazione della terapia con cellule non prodotte in cell factories autorizzate”.

Prosegue intanto la gara di solidarietà per offrire le cure alla piccola; il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha fatto sapere: “Siamo quindi pronti a erogare cure a Celeste, a Sofia e a quanti altri piccoli possano averne bisogno purché ci si diano le necessarie autorizzazioni. Come presidente della Regione mi sento responsabile delle condizioni di vita di ogni cittadino veneto e in questa veste dico che è nostro dovere tentare ogni terapia possibile per curare o lenire le sofferenze di queste piccole pazienti, a condizione che sia accertata la non nocività di questa terapia”.

Non si fermano, nel frattempo, le indagini coordinate dal pm di Torino Raffaele Guariniello che ha accusato di truffa il fondatore della Stamina Foundation Davide Vannoni e Marino Andolina, uno dei responsabili del progetto. Sulla vicenda, è intervenuto Andolina, la cui candidatura con Rivoluzione Civile alle scorse elezioni aveva creato un po’ di maretta tra i sostenitori di Antonio Ingroia. Ha affermato l’uomo a Giornalettismo: “Vorrei vedere quali accuse ci verranno mosse. La truffa è improbabile: vorrebbe dire che abbiamo creato un prodotto inefficiente. Difficile da dimostrare dopo quello che hanno testimoniato anche le immagini delle Iene e dopo i certificati medici di tre ospedali pubblici italiani”.

 

Redazione online