Turchia: espulso nostro connazionale filocurdo

Manifestazione filocurda (Getty Images)

“Mi hanno ritirato il passaporto e portato in uno stanzone, lì c’erano altri stranieri. Nessuna spiegazione, ovviamente. Solo la comunicazione che sarei stato rimpatriato, e per tutta la notte una bottiglietta d’acqua”, questo il racconto, riferito dal quotidiano “La Stampa” dell’attivista per i diritti del popolo curdo, Antonio Olivieri, presidente dell’associazione “Verso il Kurdistan” – che fa parte della rete “Kurdistan Italia”.

Ha spiegato Olivieri, bloccato nelle scorse ore all’aereoporto di Istanbul: “Eravamo un gruppo, una delegazione dell’associazione che ogni anno partecipa al Newroz, il capodanno curdo. Dovevamo raggiungere Van, Yuksekova, Hakkari, Cirnak e Diyarbakir. Portavamo aiuti alle famiglie e borse di studio per le ragazze”. Poi accusa: “Ho telefonato al nostro consolato, mi hanno riferito che sono indesiderato per motivi politici. Molte famiglie non sono composte di sole donne, in serie difficoltà per mantenere se stesse e i figli piccoli”.

Prosegue nel suo racconto Olivieri: “Tutto questo comunque non cambierà la nostra attività, noi proseguiremo negli aiuti. Le nostre sono delegazioni umanitarie, non siamo attivisti politici vogliamo solo aiutare le famiglie in difficoltà, le azioni del governo turco sono pretestuose, noi vogliamo solo portare avanti i nostri progetti”. Questa mattina il presidente di “Verso il Kurdistan” è rientrato in Italia, annunciando: “Andrò a Roma a festeggiare il Newroz con i curdi-italiani incontrerò alcuni parlamentari per spiegare la situazione. Nella delegazione di cui facevo parte sono stato l’unico espulso su 40, è successo lo stesso due mesi fa ad altri italiani. Uno di questi è Aldo Canestrari che viveva in Kurdistan, prima di lui Francesco Marilungo e Arturo Salerni avvocato del collegio di Ocalan”.

Dura la posizione del Coordinamento Kurdistan, che in un comunicato scrive: “Una lunga serie di respingimenti di italiani che seguono pacificamente le vicende del popolo curdo. Chiediamo al Parlamento italiano di attivarsi con urgenza e di rivedere i rapporti con la Turchia, fino a quando questa violerà insieme ai diritti del popolo curdo anche i diritti di quei cittadini europei solidali, che si adoperano per la pace e la soluzione della questione curda”.

 

Redazione online