Berlusconi: il gip dice di no al giudizio immediato

Silvio Berlusconi (Getty Images)

Il gip Marina Cimma ha respinto la richiesta di giudizio immediato nei confronti di Silvio Berlusconi, Valter Lavitola e Sergio De Gregorio nell’ambito dell’inchiesta sulla compravendita di parlamentari, rimettendo gli atti al Pm; questo quanto appreso da fonti della difesa degli indagati. Oggetto dell’inchiesta è la presunta corruzione dei senatori: Berlusconi è accusato di aver versato 3 milioni di euro a De Gregorio per fargli cambiare schieramento e allo scopo di farlo contribuire a mandare in crisi del governo Prodi.

Secondo il giudice “non emerge con chiarezza il ruolo dell’ex premier nell’ipotesi della corruzione” per il presunto passaggio di Sergio De Gregorio dall’Idv al Pdl nel 2007. L’ex premier “non avrebbe esercitato le sue funzioni per il pagamento dei soldi”. Gli atti sono stati rimessi così ai pm titolari dell’inchiesta che dovranno ora formulare un avviso di conclusione indagine e l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio che sarà esaminata da un gup in sede di udienza preliminare.

Intanto Silvio Berlusconi ha deciso di presentare ricorso per contestare la decisione presa dal tribunale civile di Milano con la quale si assegna all’ex moglie Veronica Lario un assegno giornaliero pari a centomila euro.La scelta della corte, dopo aver fatto il giro del mondo, era stata vivacemente contestata dal Cavaliere in televisione. In particolare, Berlusconi aveva definito le tre donne giudice che avevano pronunciato la sentenza “giudichesse femministe comuniste”.

Redazione online