Roma: è morto il capo della polizia Antonio Manganelli. I commenti del mondo politico

Antonio Manganelli (Getty Images)

Antonio Manganelli, il capo della polizia è morto. Da tre settimane si trovava nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Giovanni di Roma. Ieri le condizioni di salute di Manganelli si erano aggravate. Dopo l’intervento d’urgenza, avvenuto circa tre settimane fa, per l’asportazione di un edema cerebrale era insorta un’infezione respiratoria mentre era ricoverato nel reparto di rianimazione.

Da circa due anni l’uomo stava combattendo contro un tumore ma in seguito a complicazioni il 24 febbraio era stato ricoverato. Nonostante il lavoro del dottor Claudio Fiore e della sua equipe, Manganelli non ce l’ha fatta.

Tempestivi sono arrivati i commenti di Anna Maria Cancellieri, ancora a capo del Viminale prima della formazione del nuovo governo. “Lo conoscevo da tempo e negli anni, da lontano, avevo avuto modo di apprezzare le sue qualità di uomo e di ottimo capo della Polizia. Ma i 16 mesi che abbiamo passato gomito a gomito, sullo stesso piano del Palazzo del Viminale, mi consentono di dire che Antonio era molto di più e molto meglio”, ha detto Cancellieri. Il ministro ha poi elogiato l’uomo dicendo: “Era un numero uno come poliziotto e per le sue qualità morali”.

Il Partito Democratico è intervenuto sulla scomparsa di Manganelli con un messaggio inviato dal neoeletto capogruppo alla Camera Roberto Speranza: “Antonio Manganelli è stato un ottimo e fedele servitore dello Stato. Scompare un uomo che ha dedicato molta parte della sua vita alla cattura di pericolosi mafiosi e criminali. A nome mio personale e dell’intero gruppo del Pd giungano alla Polizia e ai familiari di Manganelli le più sentite condoglianze”.

Altro messaggio di cordoglio è stato inviato da Giancarlo Giorgetti e Massimo Bitonci, capigruppo in Parlamento per la Lega Nord: “Apprendiamo con grande dolore la notizia della morte del capo della Polizia Antonio Manganelli, uomo che ha speso la vita al servizio delle istituzioni, legando il suo nome anche alla cattura di alcuni tra i latitanti più pericolosi delle organizzazioni mafiose”.

“Un servitore dello Stato, un sincero democratico, un protagonista intelligente e determinato della lotta alle mafie”, questo il tweet lanciato da Nichi Vendola per ricordare lo scomparso capo della polizia.

Mario Monti ha inviato un comunicato di condoglianze alla famiglia di Manganelli e, a nome del governo ancora in carica, ha scritto: ” il Prefetto Manganelli è sempre stato un esempio di servitore dello Stato, una guida autorevole e aperta al dialogo, anche nelle situazioni più difficili”.

A Silvio Berlusconi è invece andato il compito di esprimere cordoglio per il Popolo delle libertà: “A nome mio personale e del popolo della libertà, esprimo cordoglio per l’immatura scomparsa del capo della polizia, Antonio Manganelli. Con lui l’Italia perde un servitore dello stato di grande valore. Con il suo innato equilibrio e con la sua azione sempre efficace, Manganelli ha assicurato al corpo della polizia di stato una guida intelligente e ha garantito al governo del paese una difesa costante della sicurezza dei cittadini”, ha dichiarato il Cavaliere.

Giorgio Napolitano ha invece preferito telefonare al ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri ed esprimere all’intera struttura il suo dispiacere.

Redazione online