Monica Scattini a 360°: da Martin Scorsese a Carlo Vanzina. L’attrice si racconta….

Monica Scattini (Getty Images)

Monica Scattini è nata a Roma, da Luigi, regista e da Dianella. Nella sua carriera ha svolto svariati ruoli ed ha spesso interpretato lo stereotipo della toscana benestante. Simpatica e originale ha esordito sul grande schermo verso la fine degli anni ’70.  Ha lavorato sempre con grandi registi: da Scorsese a  Francis F. Coppola  negli Stati Uniti e in Italia ha avuto grandi maestri come  Dino Risi, Scola, Monicelli, Avati e Vanzina. Noi di Direttanews abbiamo voluto sentirla per farci raccontare tutto di lei.

 

 

Buongiorno Monica, lieti di ospitarti su Direttanews. Hai iniziato a soli 18 anni a fare questo lavoro con il film “Fatti di gente per bene” con Giancarlo Giannini e Catherine Deneuve. Che ricordi hai di quella esperienza?

Io deciso di fare questo mestiere sin da bambina perché  mio padre, Luigi Scattini, era un regista e io sono cresciuta a “pane e set”. Andavo sempre a trovarlo. La mia vita è stata segnata dalla passione per il cinema e dal sogno di diventare una brava attrice. Prima di “Fatti di gente per bene” ho lavorato un po con mio papà, anche se lui non voleva che facessi questo mestiere perchè diceva che era troppo duro e che avrei avuto una vita diversa dagli altri. Ho iniziato con lui  come costumista, aiuto scenografa, aiuto regista ecc…

Fu una grande emozione far parte del cast del film di un grande maestro come Mauro Bolognini. Un film in costume con un’ icona come Catherine Deneuve e con un attore straordinario come Giancarlo Giannini. Feci una piccola parte, ma era un sogno per me essere li.

E’ stato curioso il fatto che in quel film fui doppiata e non so ancora il perchè (ride ndr).

 

Cosa ti a spinto a fare l’attrice? E’ stato dettato da una casualità, dalla passione….o?

Era nel mio dna, mi son  empre sentita portata per fare questo lavoro e andare a vedere mio padre sul set mi faceva sognare e sperare di farcela un giorno. Anche a mia sorella piaceva fare l’attrice, poi ha preso un’altra strada e ora lavora per Sky.

 

Dino Risi, Scola, Monicelli, Avati , Vanzina, sono dei “mostri sacri” del cinema italiano con i quali hai lavorato. Quale regista ti ha dato di più per aiutarti nella crescita professionale?

Ti sembrerà banale, ma tutti sono stati importanti per me. Scola è  una persona splendida, un gran signore; molto dolce e da lui ho imparato moltissimo. Monicelli era tutto un altro tipo: scorbutico ma adorabile e divertente, una persona molto esigente. Risi a suo modo mi ha insegnato un sacco di cose

Vanzina mi ha fatto capire cos’è la commedia e con lui ho lavorato in  molti film. Mi ha fstto imparare l’immediatezza, la forza di essere precisa, rapida, con la memoria pronta. Buona la prova insomma anzichè buona la prima (ride ndr). Anche con Simona Izzo e Ricky Tognazzi in “Maniaci Sentimentali” mi sono trovata benissimo. Si impara sempre qualcosa da tutti comunque e c’è sempre da imparare nel cinema.

 

Simona Izzo, Ricky Tognazzi and Monica Scattini (getty Images)

Nel “Curriculum Cinematografico” ci sono anche due esperienze negli Usa molto importanti: con  Martin Scorsese in “Toro scatenato” nel 1980 e con Francis F. Coppola in “Un sogno lungo un giorno” nel 1982. Ci sono attori che sognano tutta una vita di poter prendere parte in un film di questi due “Signori”. Che ricordi hai di quelle esperienze? Oltre il budget, quali sono le differenze tra cinema statunitense e quello italiano?

Nel 1978 andai a fare un film negli Stati Uniti con mio padre a New York ,”Blu Nude”, impazzii per l’America e tutto quel mondo nuovo per me edecisi di rimanere li per un pò. Furono tutte esperienze straordinarie da cui ho appreso tanto e che non dimenticherò mai. Volevo anche restare negli Usa, perchè è il paese delle opportunità. Essendo amica di Isabella Rossellini che lavorava con Scorsese mi diede la possibilità di far parte di “Toro Scatenato”. Dopo tornai in Italia per fare “Lontano da dove” dove ho vinto il nastro d’argento e sono rimasta qui in Italia.

La differenza più eclatante è che negli States hanno un sacco di soldi e noi invece non abbiamo una lira . Anche i film “low budget” sono delle buone produzioni, non come i nostri che sono “low low low low budget” (ride, nrd). C’è una professionalità molto forte, li vince la meritocrazia non come qui in Italia.

 

Visto l’insuccesso avuto quest’anno ai botteghini da parte dei film che negli anni passati sbancavano nel periodo natalizio, è finito secondo te il tempo dei “Cinepanettoni”?

Forse in questo periodo di crisi la gente ha voglia di ridere e le commedie dovrebbero andare molto meglio. Quest’anno si vede che la gente era un pò stanca di vedere sempre le stesse. De Laurentiis quest’anno ha cambiato e il film mi è piaciuto moltissimo. Non so spiegarmelo comunque questo calo sinceramente…

Quali sono i tuoi progetti futuri? C’è qualche sorpresa in serbo per i tuoi fan?

Una sorpresa c’è è ho scritto il mio primo cortometraggio e debutterò nella regia finalmente. E’ un progetto a cui tengo molto e voglio portalo avanti….C’è tanto materiale, forse diventerà un lungometraggio

Grazie Monica per la bella chiacchierata

Grazie te Michele e un saluto ai lettori di Direttanews

Michele D’Agostino pe direttanews