Standard & Poor’s declassa Cipro, la Russia chiude i negoziati per gli aiuti

Cipro: persone in coda a ritirare il denaro dagli sportelli delle banche (Foto: BARBARA LABORDE/AFP/Getty Images)

Mentre la crisi finanziaria di Cipro fa tremare l’Europa, Standard & Poor’s taglia il rating del debito sovrano dell’isola, che passa da a “ccc” da “ccc+”, con outlook negativo.

Oggi, intanto, il parlamento cipriota deve votare il piano B, quello che prevede l’istituzione di un “fondo di solidarietà”, al posto del prelievo forzoso sui depositi bancari (bocciato dal parlamento stesso nei giorni scorsi), per raccogliere i 5,8 miliardi di euro chiesti a Cipro dall’Eurogruppo in cambio degli aiuti da 10 miliardi della troika Ue-Bce-Fmi.

Nel frattempo si è chiuso il negoziato con la Russia, per aiuti finanziari alla piccola isola del Mediterraneo. Il ministro delle Finanze russo, Anton Siluanov, ha fatto sapere che il governo di Mosca non è interessato alle proposte avanzate dal ministro delle Finanze cipriota Michalis Sarris, il quale ministro ha a sua volta dichiarato alla tv di Stato di Cipro: “La Russia non ci può aiutare con un prestito, perché la dimensione del prestito potrebbe rendere il debito (di Cipro) non gestibile”.

Ora la questione torna al Parlamento, che dovrà trovare al più presto una soluzione, mentre la Germania sta perdendo la pazienza e la Banca centrale europea ha avvertito che manterrà il livello di liquidità di emergenza per la banche cipriote solo fino lunedì 25 marzo. Dopodiché, in mancanza di misure, sarà default.

“La cosmetica da sola non è sufficiente”, avrebbe commentato il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble in merito al “fondo di solidarietà” proposto in alternativa al prelievo forzoso sui conti correnti.

Intanto, è stata rinviata la riunione del Parlamento convocata per le 10 di questa mattina. Gli esperti della Commissione Finanze e i legali del governo devono infatti riesaminare alcuni dei nove progetti di legge che dovrebbero essere sottoposti all’assemblea.

Questa mattina, davanti alla sede del Parlamento cipriota si sono radunate diverse persone per protestare contro il rischio di chiusura delle due principali banche del Paese, la Laiki Bank (Banca Popolare) e la Bank of Cyprus.

Redazione

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