Ferrara: manifestazione Coisp sotto l’ufficio della mamma di Aldrovandi. Patrizia Moretti reagisce

Federico Aldrovandi

Erano circa venti gli agenti di polizia appartenenti al sindacato delle forze dell’ordine Coisp che oggi hanno organizzato un presidio sotto l’ufficio dove lavora la mamma di Federico Aldrovandi, il ragazzo ventenne pestato a sangue da  quattro poliziotti a Ferrara il 25 settembre del 2005.

La manifestazione del Coisp voleva essere una protesta contro la condanna definitiva emessa dai giudici nei confronti dei quattro ex imputati: Paolo Forlani, Monica Segatto e Luca Pollastri ed Enzo Pontani. Ma Patrizia Moretti, dopo aver perso un figlio gratuitamente ucciso da tre tutori dell’ordine, vedendosi attaccata dalla polizia non è riuscita a contenersi e, dopo aver fotografato la scena postandola su Facebook, è scesa in piazza Savonarola.

Una volta in strada, Patrizia Moretti ha voluto esporre la fotografia di Federico con il cranio cosparso di sangue e riverso a terra senza vita.

In piazza Savonarola è intervenuto anche il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, i cui uffici sono collocati proprio in prossimità del luogo scelto per il presidio. Accortosi della situazione Tagliani ha chiesto ai poliziotti di spostarsi, per evitare che la manifestazione risultasse provocatoria. Il primo cittadino ha poi affermato: “Sono stato allontanato dalla piazza, nonostante abbia spiegato che la mia richiesta era nell’ottica di salvaguardare rapporti che in questi anni sono stati ripresi con difficoltà”.

Queste invece le parole della mamma di Aldrovandi: “Speravo di non dovere mai essere costretta a mostrare ancora in pubblico quella foto”. “Non mi hanno mai rivolto lo sguardo – ha aggiunto -. Non mi guardavano nemmeno in faccia si sono girati dall’altra parte e piano piano se ne sono andati”, ha poi continuato la Moretti riferendosi ai manifestanti.

Tante le dichiarazioni di solidarietà ricevute nelle ore successive dalla mamma di Aldrovandi. Da Nichi Vendola a Roberto Saviano, fino ad Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, che ha voluto parlare di questo fatto come di un “femminicidio morale”.

 

Redazione online