Questa sera il Consiglio dei Ministri che sbloccherà i pagamenti della Pubblica Amministrazione

Mario Monti e Vittorio Grilli (Getty Images)

E’ stato posticipato al tardo pomeriggio il Consiglio dei Ministri che si sarebbe dovuto tenere questa mattina per emettere il decreto che prevede lo sblocco dei pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione verso le imprese. Lo ha comunicato una nota di Palazzo Chigi, che spiega che il rinvio del Cdm dalle 10 di questa mattina alle 19 di stasera è dovuto a motivi di ordine tecnico.

Il decreto prevede il pagamento di una prima tranche da 40 miliardi di euro, in due rate da 20 miliardi ciascuna in due anni, cui ne seguiranno altre per i prossimi anni.

Ieri, intanto il Parlamento all’unanimità, anche con il voto del Movimento 5 Stelle, ha approvato l’aggiornamento del Def con le necessarie correzioni di finanza pubblica che consentiranno i pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione alle imprese. Per la redazione da parte del governo del decreto relativo, il Ministro dell’Economia Vittorio Grilli aveva promesso un intervento “rapido”, ribadendo però il limite “invalicabile” quello del deficit sotto il 3%. Pertanto, aveva sottolineato Grilli, la soglia del 2,9% indicata nell’ultima versione del Def deve essere “salvaguardata” e non può essere superata.

La bozza del decreto, che dovrebbe essere varato entro questa sera, prevede che siano pagate prima le imprese e poi le banche a cui sono stati girati i crediti verso la P.A.. Il decreto prevede un allentamento del patto di stabilità interno che conceda liquidità immediata alle Regioni e agli enti locali e l’istituzione di un “Fondo per assicurare la liquidità di pagamenti certi liquidi ed esigibili” destinato alle amministrazioni locali che non hanno sufficienti disponibilità di in cassa.

La questione emersa nelle ultime ore e che ha scatenato polemiche, è la possibilità di anticipare al 2013 l’aumento dell’addizionale regionale Irpef per coprire in parte il pagamento dei debiti alle imprese per quelle regioni che utilizzano l’anticipo di cassa. “Una scelta sciagurata”, ha commentato il segretario della Uil, Luigi Angeletti.

Oggi è stato tuttavia smentito dal governo che il decreto introduca l’anticipo al 2013 dell’aumento dell’addizionale regionale Irpef. Aumento che rimane confermato per il 2014.

Redazione

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