Slitta ancora decreto sui debiti della P.A., “necessari ulteriori approfondimenti”

Il ministro dell'Economia Vittorio Grilli (Getty Images)

E’ stato nuovamente rinviato il Consiglio dei ministri che oggi doveva definire il testo del decreto sui debiti commerciali della Pubblica Amministrazione. Lo annuncia un comunicato della presidenza del Consiglio dei ministri: “Il Ministro dell’Economia e Finanze Vittorio Grilli, in accordo con il Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, anche a seguito delle articolate Risoluzioni approvate ieri da Camera e Senato, ha fatto presente al Presidente del Consiglio l’opportunità di proseguire gli approfondimenti necessari per definire il testo del decreto sui pagamenti dei debiti commerciali della PA. Pertanto il Consiglio dei Ministri previsto per oggi si terrà nei prossimi giorni”.

In un intervento su L’Unità, il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, aveva sottolineato come “i pagamenti dei debiti delle pubbliche amministrazioni verso le imprese sono il primo intervento anticiclico dopo un lunghissimo periodo di provvedimenti restrittivi, che hanno aggravato le condizioni delle economie e del debito pubblico in tutta l`area euro”.

Secondo Fassina, “l’austerità cieca, in una fase recessiva, aggrava le condizioni dell`economia reale e porta inevitabilmente all’aumento del debito pubblico. È avvenuto ovunque. Dopo la bocciatura elettorale della politica economica dell’euro-zona articolata nell’Agenda Monti e di fronte a rischi di involuzione politica e democratica, si corregge la rotta sin qui tenuta”.

Sempre Fassina, in una nota stampa diffusa oggi, ha avvertito: “Da notizie riportate da alcuni mezzi di informazione, la bozza di decreto per il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni verso le imprese, oggi in Consiglio dei Ministri, conterrebbe un’anticipazione della possibilità di aumento dell’addizionale Irpef dal 2014 al 2013. Se così fosse, sarebbe una misura inaccettabile sia nel merito che nel metodo”.

Secondo il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, “le imprese stanno soffrendo disperatamente per mancanza di credito. C’é un senso di disperazione che sta affliggendo tanti imprenditori. Serve un segnale forte per poter pensare ad una ripartenza dell’economia reale del Paese”.

 

Redazione online