Farnesina: liberi i quattro giornalisti italiani trattenuti in Siria

Ministero Esteri (getty images)

Il premier e ministro degli Esteri ad interim Mario Monti ha annunciato poco fa che sono stati liberati i quattro giornalisti italiani rapiti in Siria. Amedeo Ricucci, Elio Colavolpe, Andrea Vignali e Susan Dabbous, che erano stati sequestrati lo scorso 5 aprile nel nord della Siria, si trovano ora in Turchia.

“Desidero ringraziare l’Unità di Crisi della Farnesina e tutte le strutture dello Stato che con impegno e professionalità hanno reso possibile l’esito positivo di questa vicenda, complicata dalla particolare pericolosità del contesto”, questo è stato il ringraziamento del premier Monti. Il premier ha inoltre espresso “gratitudine agli organi di informazione che hanno responsabilmente aderito alla richiesta di attenersi ad una condotta di riserbo, favorendo così la soluzione della vicenda”.

Poco dopo la liberazione, Amedeo Ricucci ha confermato all’Ansa e a Rainews24 che lui e i suoi colleghi stanno tutti bene. “Ci hanno trattato bene”, ha detto Ricucci, “non siamo stati sottoposti ad alcune violenza fisica”, “siamo stati solo privati della libertà, che comunque non è poco”. L’inviato Rai ha poi spiegato che lui e gli altri giornalisti sono stati sequestrati da “un gruppo islamista armato che non fa parte dell’Esercito libero siriano”. “Ci hanno presi per spie“, ha aggiunto, volevano “controllare quello che avevamo girato, temevano che avessimo filmato la loro base logistica”. Ricucci ha detto che il sequestro è stato probabilmente frutto di un “misunderstanding”, un’incomprensione, forse per il fatto che i giornalisti avevano filmato alcuni guerriglieri che non volevano farsi riprendere. Ricucci ha definito “paranoico” il gruppo islamista armato.

I giornalisti stanno per rientrare in Italia.

 

Redazione online