No Dal Molin, annullato l’open day delle forze armate Usa

Manifestazione No Dal Molin (Getty Images)

Il comando statunitense di stanza a Vicenza ha deciso di annullare l’open day della nuova base militare al Dal Molin programmato per il prossimo 4 maggio: “motivi di ordine pubblico”, spiegano dalla Ederle, hanno indotto i militari a rinunciare all’iniziativa. La decisione di annullare l’evento, che nelle intenzioni del colonnello Buckingham “doveva rappresentare un momento di pacificazione con la città”, è stata data dallo stesso alto militare statunitense.

Ieri, in un comunicato, Sel insieme ad altre associazioni pacifiste e ambientaliste aveva denunciato: “Per i cittadini di Vicenza si tratterrebbe non di una festa ma dell’ennesimo oltraggio ad una città già umiliata e ferita. Insulto che si aggiunge a quelli già ricevuti, quali il divieto di poter svolgere una consultazione popolare, di ottenere una Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A), come prevede e impone la legge, e alla negazione delle responsabilità da parte dei militari statunitensi nella distruzione del reticolo di drenaggi, nonostante l’evidenza e gli studi tecnici dimostrino esattamente il contrario”.

Si legge ancora nel comunicato: “Chiediamo che tale proposta venga ritirata, nel rispetto dei moltissimi cittadini vicentini che in questi anni hanno espresso in modo democratico la loro contrarietà alla costruzione di questa ennesima base di guerra, che fa di Vicenza la città più militarizzata d’Europa. Continueremo a denunciare ogni forma di complicità con le guerre in corso, a manifestare contro ogni tipo di militarizzazione del territorio, a lottare per una città libera dalle basi, per l’affermazione di una città di pace”.

I No Dal Molin hanno intanto accolto con soddisfazione le scelte del comando Usa “di annullare l’appuntamento del 4 maggio, l’Open Day rivolto ai vicentini”, che sarebbe, secondo gli attivisti, “la conferma che questa è una città tutt’altro che pacificata e ridotta alla rassegnazione, a differenza di quello che i generali americani continuano a sostenere. Viene evocato il rischio violenza da chi, in giro per il mondo, produce guerre e distruzioni, da chi ha imposto con arroganza questa base di morte ad un territorio e ad una comunità, da chi ha calpestato la democrazia, contorcendola a proprio uso e consumo, da chi non ha avuto scrupolo nel devastare l’ambiente, nel mettere a rischio le falde acquifere. Questa è la vera violenza che si è consumata fino ad oggi contro migliaia di donne e uomini che, con forza e dignità, si sono battuti contro la base al Dal Molin”.

 

Redazione online